FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


COMUNITA' MONTANE ED ENTI LOCALI: UN PROGRAMMA MINIMO DI AZIONE PER LA FORMAZIONE DEI GIOVANI di Umberto Tenuta
Come le Comunità montane e gli Enti locali possono dare un contributo qualificante alla formazione dei giovani

La consapevolezza del nuovo ruolo che, alla luce della nuova normativa, con particolare riferimento alDecreto legislativo 31.3.998, n. 112ed al D.P.R. 275/1999, assumono nel campo della formazione dei giovani, rende prioritaria l’esigenza che le Comunità montane e gli Enti locali si impegnino a realizzare:
1) Seminari sulle tematiche della formazione dei giovani, che vedano impegnati i responsabili degli Enti locali e delle Comunità montane, i Dirigenti scolastici, i Presidenti delle Associazioni più diverse dei genitori e di tutte le altre Associazioni che comunque si fanno carico dei problemi educativi. I Seminari dovrebbero mirare, sia ad offrire una informazione chiara e puntuale sulla nuova scuola, la scuola dell’autonomia di cui al D.P.R. 275/1999, con particolare riferimento alla elaborazione del POF, sia a meglio sensibilizzare tutte le istituzioni interessate alla creazione di un sistema formativo integrato, integrato relativamente agli apporti delle singole istituzioni che lo costituiscono, ma integrato soprattutto tra le diversi istituzioni scolastiche;
2) Corsidi informazione e formazione per i genitori (comma 5, art. 9, D.P.R. 275/1999), con particolare riferimento al ruolo educativo dei genitori relativamente a tutte le dimensioni della personalità (formazione corporea e motoria, formazione emotivo-affettiva, formazione sociale, formazione linguistica, formazione cognitiva ecc.);
3) Seminari sulla continuità educativa, in verticale ed in orizzontale (lettera d, comma 2, art. 139, D.lvo 31.3.1998, n.112), che vedano impegnati gli Operatori scolastici dei vari ordini e gradi di scuola ed i Rappresentanti di tutti gli enti e le associazioni comunque interessati alle problematiche educative. Come è noto, malgrado la C.M. 339 ed annesso D.M. del 16.11.1992, la continuità educativa tra i vari gradi di scuola incontra notevoli difficoltà ad affermarsi.