FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI

GENITORI E SCUOLA: UN’IMPEGNATIVA COOPERAZIONE di Umberto Tenuta

La difficile cooperazione tra scuola e genitori prevista dall’art. 1 della L. 53/2003

 

Sulla Mailing list  genitori-gruppo-lavoro@yahoogroups.com di sabato29 gennaio 2005 si legge:

CONSIDERAZIONI SUL PIANETA SCUOLA:  LA SCUOLA VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN GENITORE SEMPLICE:
DOMANDA: COSA è LA SCUOLA?
RISPOSTA:
 ECCO  PER  ME COSA è IL MONDO ( SCUOLA .) 
UN FEUDO CON LA SUA CORTE ; UN FEUDO CHIUSO ,DOVE  IN POCHI HANNO  IL DIRITTO  DI  ESPRIMERE  OPINIONI,  CHE SPESSO IL FEUDATARIO NEMMENO ASCOLTA . POI VI SONO I VASSALLI ED I CORTIGIANI.  IN ULTIMO I SUDDITI.  FORSE L' ORDINE NON è ESATTO, MA RENDE L IDEA . IL FEUDATARIO EMANA GLI EDITTI; I SUDDITI LI ESEGUONO ALLA LETTERA;  LA CORTE FA SI CHE I SUDDITI RISPETTANO GLI EDITTI SENZA PORSI IL PROBLEMA SE QUESTO è GIUSTO E SE UN SUDDITO OSA SOLO INTERFERIRE  VERRA MESSO IN ESILIO O IN CONDIZIONI DI NON POTER FAR SENTIRE LA SUA VOCE. DITTATURA SOTTILE O SEMPLICE  POTERE DI CHI NEL CHIUSO DELLE LORO RISTRETTEZZE MENTALE NON VA AL DI Là DEL MONDO REALE.
POTERE: PERCHè IN QUEL LUOGO  SI DECIDONO I PROGETTI DI VITA FUTURA DEI SUDDITI. APPIATTIMENTO TOTALE DELLE MENTI. RENDERLI E METTERLI IN CONDIZIONI SEMPRE DI SUDDITANZA. PAURA. POTERE. DENARO. CON QUESTO IL FEUDATARIO RENDE LE MENTI DELLA CORTE E DEI SUDDITI OTTENEBRATE! NESSUNO OSEREBBE RIBELLARSI TROPPI GLI INTERESSI CHE RUOTANO ATTORNO AL FEUDO SCUOLA. A NULLA VALGONO LE VOCI DEI SUDDITI
InDIGNATI   SPESSO IL FEUDO è CARENTE OBSOLETO MA Ciò NON HA
IMPORTANZA MEGLIO UNA TAVOLA IMBANDITA CHE AVERE UN TETTO RIPARATO DOVE L ACQUA NON ENTRA SEMBRA UNA FAVOLA UN RACCONTO MA è LA NUDA VERITa'

CONSIDERAZIONI IN MERITO DI UMBERTO TENUTA

Cara Stella,

La lettura delle tue CONSIDERAZIONI SUL PIANETA SCUOLA mi induce a fare delle precisazioni.

Le tue CONSIDERAZIONI vanno bene come una nota, dai toni esasperati, generica, non riferibile a tutte le scuole.

Rappresenta un ritratto a tinte fosche della scuola che è e non è così come tu l'hai descritta.

Ma credo che siano opportune alcune rettifiche:

1) non tutte le scuole sono un hortus conclusus o una turris eburnea, cioè un'isola a sé stante o, se si vuole, un reame col suo monarca ed i suoi cortigiani. Vi sono moltissime scuole democraticamente e correttamente gestite e funzionanti. Non sono tutte. Qua e là affiora la tentazione dell'autarchia. Perciò la Legge 30 (Berlinguer) e la Legge 53 (Moratti) prevedono la cooperazione dei genitori, oltre che gli organi collegiali;

2) le cause  di un tale stato di cose sono diverse. Innanzitutto, la scuola pubblica è nata come scuola di Stato, dopo la Rivoluzione francese e la nascita degli Stati moderni. Un gran bene per la formazione di tutti i cittadini, ma con i limiti della gestione statale, burocratica, a volte autoritaria. Inoltre, occorre considerare la scarsa partecipazione dei genitori alla gestione della scuola, anche dopo i decreti delegati del 1974. Mi riferisco in particolare ai consigli di classe e di interclasse, senza dare adeguato spazio alle assemblee dei genitori, sia delle classi, sia dell'intera scuola. Da parte dei genitori, lamentarsi è recitare un po' il mea culpa!

2) oggi la situazione è cambiata: la L. 53/2003 (Riforma Moratti) prevede la partecipazione dei genitori ("nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori"): non si ha bisogno di altre leggi; basta quella che esiste già. I genitori hanno il diritto di cooperare con gli operatori scolastici. Cooperare è  molto di più che collaborare. Significa che operatori scolastici e genitori operano sullo stesso piano. La scuola di Stato è finita. Nasce una nuova scuola, quella voluta dalla Costituzione repubblicana del 1948 che all'art. 30 riconosce ai genitori il dovere e il diritto di educare e di istruire i propri figli, sia direttamente, sia indirettamente attraverso le scuole statali e paritarie o private;

3) peraltro, occorre considerare che alla gestione della scuola oggi partecipano anche gli enti locali,  a norma degli articoli 138 e 139 del D.lvo 112/1998.

Che tutto questo non avvenga e che gli operatori scolastici possano eccedere nell'uso dei loro poteri è possibile, ma non sempre avviene e, se avviene, la responsabilità non è solo loro, che pure debbono far funzionare le scuole.

Quali le conclusioni?

Anziché costruire il muro del pianto, occorre impegnarsi a realizzare la cooperazione dei genitori, utilizzando l'ultimo comma dell'art. 9 del Regolamento dell'autonomia scolastica (D.P.R. 275/1999) per promuovere, richiedere, pretendere che vengano attuate iniziative di formazione che vedano coinvolti i genitori, ma anche gli operatori scolastici.

Nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) abbiamo affrontato ed affrontiamo questa problematica, offrendo anche la disponibilità ad organizzare simili iniziative che i genitori, tutti i genitori in forma assembleare o attraverso sottoscrizioni di carattere generale possono richiedere ai Dirigenti scolastici.

Se, da una parte, v'è un atteggiamento di non completa consapevolezza del ruolo dei genitori nella nuova organizzazione della scuola, dall'altra, però, i genitori sono spesso non consapevoli del loro nuovo ruolo e spesso mancano loro le competenze per potere efficacemente cooperare con gli operatori scolastici.

A queste due carenze si può ovviare solo attraverso i corsi di informazione e formazione previsti dall’ultimo comma dell’art. 9 del D.P.R. 275/1999.

 1 febbraio 2005

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