FAMIGLIE,ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI


BISOGNI E DESIDERI DEL BAMBINO di M.C. Barresi

I reali desideri e bisogni del bambino 

 

Il bambino della scuola dell’infanzia è diventato oggi sempre più oggetto di “ desiderio” del genitore e dell’insegnante .Basti considerare che ancor prima di essere inserito a scuola, ha già ricevuto, dall’ambiente familiare, una serie di stimoli tali da attivarlo verso un processo di acquisizioni che ne favorisce l’apprendimento.
Ed è proprio su questa fase che ricadono le aspettative genitoriali.
Sebbene inseriti a scuola con succhiotti o appena tolti dalla culla, le aspettative diventano subito così pressanti da inoltrare continui suggerimenti alle insegnanti e da condizionare il regolare svolgimento della loro attività; su cui a sua volta ricade poi l’aspettativa dell’insegnante.
Basta una buona capacità discorsiva del bambino e tanto più forte diviene l’aspettativa del docente che, inconsapevolmente, avvia un’attività di apprendimento- addestramento con la presentazione costante di sussidi strutturati, consegne, percorsi e quanto altro possa rendere poi i bambini ben abili e ben avviati all’inserimento nella scuola del 1° Ciclo.
A questo punto bisogna chiedersi: quali bisogni e quali desideri abbiamo soddisfatto nel bambino?
Più che percorsi di apprendimento, non abbiamo attivato dei percorsi di addestramento?
Che, come ben si sa, non constano dell’aspetto dell’interiorizzazione e condizionano qualsiasi procedimento di apprendimento.
 
Sono questi i bisogni e i desideri nel presente di un bambino?

 
Bisognerebbe forse far comprendere, che il bambino, che è il presente, vive la sua infanzia in funzione del suo presente e non in trasposizione del suo futuro; per cui, anche i piccoli “geni“ che si trovano nella fase di formazione del proprio “essere”, necessitano di risposte che debbono essere interiorizzate nel contesto di un vissuto presente.
Se spulciamo le indicazioni del Piano d’azione del governo per l’infanzia e l’adolescenza ed il Principio settimo della dichiarazione dei diritti del fanciullo, riconosceremo che l’importanza data all’effettiva rispondenza del bisogno e del desiderio del bambino avviene in funzione del fatto che considerando il bambino come presente e “costruendo il presente del bambino avremo costruito non solo il nostro presente, in quanto esso costituisce il nostro presente, ma anche il nostro futuro”.
Occorre rielaborare, quindi, attività e programmi in funzione di ciò che costituisce l’effettiva rispondenza del bisogno e del desiderio del bambino, dando più spazio alla creatività ed alla capacità immaginativa e fantastica del bambino . è uno slogan che ormai da vari anni si ripete, ma che ancora non trova una reale applicazione.Basti pensare su quali linee è imperniata oggi l’attività ludica del bambino, sia a scuola che a casa, e noteremo, da un’attenta osservazione, quanto poco spazio vi sia per la creatività e l’immaginazione e molto, invece, per il gioco strutturato e guidato.
Su quali basi allora intervenire e come?
Il primo passo sarà di guidare il bambino a riappropriarsi della sua infanzia; egli è primariamente un bambino e quindi dovrà riscoprire il semplice piacere di giocare, magari attraverso giochi che sembrano ormai lontani e che si avviano ad essere rilegati nel tempo della memoria.Uno fra questi, ad esempio, sembra essere, seppur tanto amato dai bambini: il travestimento.
Un’esperienza in cui il soggetto si configura in atteggiamenti spontanei e che rappresentano squarci di un vissuto reale o immaginario e da cui a sua volta si estrinsecano aspettative e bisogni.
Il non sensibilizzare alla consapevolezza pedagogica di porre sempre al centro i reali desideri e bisogni del bambino e il non aver profondamente considerato l’essere in quanto tale, costituiscono, a mio avviso, le derive del percorso educativo-didattico attuale.
 

4 aprile 2006 

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