EDITORIALI

ATTIVITA' DIDATTICA E ATTIVITà AMMINISTRATIVAINTEGRATEdi Umberto Tenuta
Occorre assicurare l’integrazione dell’attività di tutti coloro che operano nella scuola

Leseparatezze che si riscontrano nelle scuole riguardano in particolare la separazione tra l'attività educativa e didattica e l’attività amministrativa che oggi, con la creazione delle direttore dei servizi amministrativi, corre l'assurdo pericolo di accrescersi.
    Alriguardo vorremmo soffermarci, più che sull’attività contabile, attività tradizionalmente gestita dalle segreterie delle scuole, sull’attività amministrativa, che a nostro modo di vedere dovrebbe ampliarsi, estendersi e comprendere tutta l'attività amministrativa della scuola, anche quella tradizionalmente svolta dai docenti.
    In questo discorso teniamo presente il modello del Team teaching (1)del quale il principio ispiratore, secondo noi condivisibile, è quello dell’utilizzazione delle competenze possedute dai singoli operatori scolastici al massimo livello specifico possibile: ogni operatore scolastico deve mettere a disposizione delle scuole le sue competenze più alte possibili, quali che esse siano e deve essere esonerato da quelle che altri possono svolgere meglio di lui (2).
   Diciamo subito che in ciò vediamo non solo la concreta attuazione del principio di efficienza ma anche la massima valorizzazione delle specifiche competenze degli operatori scolastici tutti, eliminando quanto più possibile anche le barriere che esistono nella scuola tra personale docente e personale no docente.
   Intal senso auspichiamo un incremento delle competenze del personale ATA, un personale che forse dovrebbe essere più numeroso nelle scuole.
   Scendendonei particolari, diciamo che ormai si dovrebbe pervenire ad un’informatizzazione di tutta l'attività amministrativa e contabile e che, in particolare, anche i registri di classe, le agende della programmazione, la compilazione dei documenti di valutazione dovrebbero rientrare nelle competenze del personale ATA.

Tanto per esemplificare, si pensi all'elenco degli alunni da trascrivere nei registri di classe, che dovrebbe essere informatizzato, ma si pensi anche alla programmazione (Piano dell'offerta formativa, Programmazione didattica annuale e Programmazione didattica periodica) che avrebbe essere parimenti informatizzata.
   Alle sedute di programmazione dovrebbe assistere il personale ATA per verbalizzare e d’intesa con i docenti poi definire la stesura definitiva delle programmazione.
   Lo stesso discorso vale per i documenti di valutazione nella scuola elementare e nella scuola media: le annotazioni sugli alunni vengono stese in formato digitale dal personale ATA, d'intesa con i docenti.
   Sburocratizzare la funzione docente significa anche liberarla da tutti compiti che possono essere svolti dal personale ATA.
   Questa sburocratizzazionedeve arrivare fino alla quotidiana attività educativa e didattica. Adesempio, riteniamo che risulti contraria ad ogni principio di efficienza l’attività di copiatura da parte degli alunni: dei testi dei temi, dei problemi, delle esercitazioni ecc.
   L’insegnante che scrive alla lavagna le operazioni che gli alunni debbono eseguire perde il suo tempo e gli alunni che le copiano perdono il loro tempo.
   Occorre andare verso una nuova impostazione anche dei quaderni, così come dei libri di testo.
   Da una parte, i quaderni debbono configurarsi sempre più come raccoglitori di fogli scritti al computer e dall'altra i libri di testo debbono presentarsi anche nella versione digitale, in modo che gli alunni possano utilizzareanche in formato digitale sia i testi che, in particolare, le illustrazioni.
   Dauna parte il quaderno come raccoglitore di documenti informatici stampati: quanto risparmio di tempo! Dall'altra, la documentazione dell'attività di ricerca accessibile in versione digitale per le esercitazioni, le relazioni, le attività di ricerca/riscoperta/reinvenzione/ricostruzione (problem solving) (3).
   Sipensi, in tal senso, ad esempio, alle ricerche geografiche: l'alunno deve potere utilizzare le pagine digitali del libro di testo e deve poterle integrare con le altre pagine reperite in formato digitale su CD-ROM e su Internet.
   Ormai ci si avvia verso l'utilizzazione dei computer, non solo a scuola, dove ancora scarseggiano, ma soprattutto nelle case dove sono molto più spesso consistentemente presenti.
   Sidirà dei consumi: ma si pensi alle spese che gli alunni effettuano per l'acquisto dei libri di testo, dei libri complementari, dei quaderni, delle agende ecc.
   L'efficacia dei processi di insegnamento e di apprendimento passa anche attraverso un impiego più intensivo delle tecnologie multimediali, come gli scanner, ad esempio.
   I docenti possono reperire la documentazione storica su Internet e richiedere al personale amministrativo che la metta a disposizione dei singoli alunni, in formato digitale (floppy e CD-ROM) o a stampa.
   Sipensi, al riguardo, alle carte geografiche interattive,ma anche ai documenti storici, alla documentazione botanica e zoologica ma anche fisica oltre che letteraria.
   Si lamenta spesso che i tempi scolastici sono limitati, non bastano, ma il problema non si risolve aumentandoli ma utilizzandoli secondo criteri di efficienza, bandendo dall’attività dei docenti e soprattutto degli alunni ogni operazione meccanica: la copiatura manuale dovrà trasformarsi in copiatura digitale, così come la scrittura dei documenti dei docenti e degli alunni dovrà essere sempre più digitale, anche ai fini della automazione delle correzioni.

Sitratta di un capitolo tutto aperto, che si può cominciare ad affrontate con una più stretta collaborazione tra personale docente e personale amministrativo, nella prospettiva della valorizzazione delle rispettive competenze.
   Le aule e gli uffici di segreteria non sono locali separati, anche fisicamente, ma sempre più aperti al personale docente ed al personale amministrativo, nello spirito dell'efficienza e anche dell'efficacia che tutti hanno il diritto ed il dovere di favorire per rendere la scuola un’impresa sempre più produttiva, nel segno dell'efficacia dei processi apprenditivi e formativi, perché, non lo si deve dimenticare mai, la scuola dell'autonomia ha la grande e suggestiva responsabilità di garantire il successo formativo e di garantirlo a tutti gli alunni.
   A questo obiettivo concorre tutto il personale della scuola, docente e non docente, ciascuno con le proprie competenze.
    In tale prospettiva, l'auspicio non può non essere quello del superamento di ogni separazione, di ogni steccato, di ogni chiusura, non solotra i docenti, ma anche tra i docenti ed il personale non docente i cui confini si fanno sempre più labili, nel momento in cui l’attività educativa e didattica non sempre si attua più secondo la metodologia della lezione collettiva, affidata all’esclusiva competenza del docente, ma si articola in momenti diversi, tra i quali essenziali risultano quelli del reperimento dei documenti sui quali si fonda l’attività di ricerca/riscoperta/reinvenzione/ricostruzione (problem solving), degli alunni, che deve essere sorretta da apposito personale e documentata da specifici supporti, non sempre di competenza dei docenti.
   Ricercare documenti negli archivi, nelle biblioteche scolastiche, nei siti Internet, nel contesto socioculturale e ambientale in senso lato richiede la convergenza dell’opera di personale esperto, diversamente qualificato, non sempre appartenente al ruolo dei docenti.
    Seppure siano affermate, le specifiche competenze dei singoli operatori scolastici, appartengano essi al personale docente o al personale non docente, non possono più operare separatamente l’uno dall’altro, ma debbono interagire ed integrarsi nell’unitario processo educativo e didattico.
    È questa la nuova prospettiva di una scuola che, non solo è parte integrante di un sistema formativo integrato, ma è integrata anche al suo interno, nelle sue diverse componenti.
    Il significato del sistema formativo integrato va colto, non solo verso l’esterno, in riferimento all’integrazione delle diverse istituzioni che lo costituiscono (famiglia, istituzioni religiose, agenzie educative, Enti locali ecc.), ma anche al suo interno, in particolare tra il Dirigente scolastico ed il Personale docente, tra i Docenti delle diverse discipline, tra il Personale docente ed il Personale non docente.
    L’integrazione va concepita come un criterio regolatore che sta a fondamento dell’attività di tutti coloro che, seppure con ruoli diversi, operano all’interno del sistema formativo integrato, nell’impegno comune, che giustifica la loro presenza, di contribuire ad assicurare a ciascun alunno il successo formativo, la piena formazione, intesa come formazione di tutte le dimensioni della personalità, seppure con il contributo promozionale di operatori diversi ma unitariamente impegnati a coordinare i loro interventi nell’attività programmatoria, a cominciare dall’elaborazione del POF, per la quale si fa specifico riferimento alle collaborazioni richieste dall’art. 3 del Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999.
    In particolare, l’integrazione dell’attività di tutti gli operatori scolastici dipende molto dalle capacità manageriali del Dirigente scolastico, ma dipende anche molto dallo spirito illuminato del Dirigente dei servizi amministrativi e dello stesso personale ATA, al quale ci auguriamo sia sempre più assicurata anche una formazione iniziale e in servizio più mirata, più aperta, più culturale in senso lato.

 NOTE

1) In merito cfr.: BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching>, Loescher, Torino, 1973; SHAPLIN J.T., OLDS H.F., Team teaching. Una nuova organizzazione nel processo educativo, Loescher, Torino, 1973.
2) In merito cfr.: TENUTA U., Starnet: una rete di stelle, in http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html
3) In merito al Problem solving cfr.: MOSCONI G., D'URSO V. (a cura di),La soluzione di problemi. Problem-solving, Giunti-Barbèra, Firenze, 1973; KLEINMUNTZ B.(a cura di), Problem solving Ricerche, metodi, teorie, Armando, Roma, 1976; DUNCKER K., La psicologia del pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1969; WERTEIMER M., Il pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1965; DORNER D., La soluzione dei problemi come elaborazione dell’informazione, Città Nuova, Roma, 1988. Pe la problematica dell’ermeneutica, cfr: GENNARI M., Interpretare l’educazione. Pedagogia, semiotica, ermeneutica, La Scuola, Brescia, 1992; MALAVASI P., Tra ermeneutica e pedagogia, La Nuova Italia, Firenze, 1992.

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