EDITORIALI

ANNO SCOLASTICO CHE FINISCE ED ANNO SCOLASTICO CHE COMINCIA
di Umberto Tenuta

La RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) chiude la sua annata 2007-2008 il 31 luglio 2008.
Un anno ricco di saggi interessanti e di documenti preziosi.
Ma manca, ancora, come nelle grandi riviste, l'aspetto più essenziale: la Riforma della scuola!
Riforma che non riguarda gli ordinamenti e gli obiettivi specifici di apprendimento, ma le finalità e le modalità di perseguirle.

Le finalità
Le finalità della scuola stanno scritte nell'articolo 3 della Costituzione repubblicana del 1948,: <<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>>.
"Pieno sviluppo della persona umana" ovvero, come si sintetizza nel Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999, successo formativo.
Non importa l’ordine e il grado di scuola. La finalità è sempre la stessa: la pena formazione della persona umana, che è formazione integrale, originale, massimale.
Formazione integrale: formazione di tutti gli aspetti della persona umana, da quello fisico a quello linguistico, matematico, storico, geografico, artistico ecc.
Formazione originale: rispetto delle diversità(1), non solo dei cosiddetti alunni diversamente abili, ma di tutti gli alunni, tutti diversi l'uno dall'altro.
Formazione massimale: "piena formazione", "successo formativo",ogni essere umano è destinato ad essere un successo e il mondo è destinato ad accogliere questo successo”(2).
Ecco le finalità: andate a trovarle dove volete, nei programmi o nelle indicazioni nazionali.
Ma le finalità si raggiungono, da parte di tutti, e non solo da parte di alcuni alunni, maggioranza o un minoranza che siano, attraverso l’organizzazione, le metodologie e le tecnologie educativo-didattiche che la scuola utilizza.

Le metodologie educative e didattiche
La riforma Moratti ha il grande merito di avere dato sistematicità alla metodologia educativo-didattica attraverso le unità di apprendimento(3), delineandone le fasi.
Dopo un secolo dalle Scuole attive (Attivismo pedagogico)(4) è stata data finalmente attuazione al principio della centralità dell'alunno(5) che apprende, bandendo zone finalmente la figura del docente che fa lezione, che spiega e insegna.
Alla scuola dei banchi allineati, con gli alunni seduti l'uno accanto all'altro, ma con l'obbligo di non comunicare tra di loro, si sostituisce la scuola dei tavoli intorno ai quali, a seconda dell'ordine di scuola, siedono tre o più alunni, impegnati ad apprendere attraverso metodologie operative ed il Cooperative learning(6), cioè cooperando tra di loro e utilizzando adeguati materiali concreti (comuni e strutturati), materiali virtuali, materiali iconici e materiali simbolici(7).
Piaget afferma che «L'intelligenza è un sistema di operazioni... L'operazione non è altro che azione: un'azione reale, ma interiorizzata, divenuta reversibile. Perché il bambino giunga a combinare delle operazioni, si tratti di operazioni numeriche o di operazioni spaziali, è necessario che abbia manipolato, è necessario che abbia agito, sperimentato non solo su disegni ma su un materiale reale, su oggetti fisici»(8).
Così il Bruner sintetizza questo itinerario: «All'inizio il mondo del fanciullo è noto a lui principalmente attraverso le azioni abituali, che egli usa, per affrontarlo. Successivamente si aggiunge una tecnica di rappresentazione attraverso l'immagine, che è relativamente libera dall'azione. Gradualmente si aggiunge un nuovo e potente metodo di tradurre azioni ed immagini nel linguaggio che favorisce un terzo sistema di rappresentazione»(9).
Se nel prossimo anno si comincerà a dare attuazione alle nuovefinalità ed alla nuova impostazione metodologico-didattica, la scuola potrà avere speranza è di continuare a svolgere ancora un ruolo. Diversamente continuerà nel suo degrado ed a nulla serviranno le denunce delle sue insufficienze.
Quella attuale è una scuola che non dovrà aspettare il 2015, come prevede ilConvegno di Tuttoscuola, perché tutti prendano atto della sua morte. È già morta!

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(1) <<Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema, a norma dell'articolo 8 concretizzano gli obiettivi nazionali in percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>> (Art. 4, D.P.R. 275/1999).
(2) FAURE E, (a cura di), Rapporto sulle strategie dell'educazione, Armando-UNESCO, Roma, 1973, p. 249 .
(3) In merito cfr.: RIFORMA DELLA SCUOLA in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(4) In merito cfr.: MENCARELLI M., Il discorso pedagogico del nostro secolo, La Scuola, Brescia, 1970; AGAZZI A., Oltre la scuola attiva - storia essenza significato dell'attivismo, La Scuola, Brescia, 1955; CASOTTI M., La scuola attiva, La Scuola, Brescia, 1954; BINI G., La pedagogia attivistica in Italia, Editori Riuniti, Roma, 1971; ROMANINI L., Il movimento pedagogico all’estero (vol. I - Le idee; vol. II - Le esperienze), La Scuola, Brescia, 1955.
(5) In merito cfr.: UMBERTO TENUTA, La flessibilità nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2002.
(6) In merito al cooperative learning , cfr. PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., Discutendo si impara. Interazione sociale e conoscenza a scuola , NIS, Roma, 1991;PONTECORVO C. (a cura), La condivisione della conoscenza, La Nuova Italia, Firenze, 1993; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., (a cura), I contesti sociali dell'apprendimento.Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana , LED, Milano, 1995
(7) In merito cfr.: TENUTA U., Quarta rappresentazione: rappresentazione virtuale, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(8) PIAGET J., Avviamento al calcolo, la Nuova Italia, Firenze, 1956, p. 31.
(9) BRUNER J.S., Studi sullo sviluppo cognitivo, Armando, Roma, 1967, p. 7.

30 luglio 2008

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