EDITORIALI

SUCCESSO FORMATIVO E UNITA' DI APPRENDIMENTO
di Umberto Tenuta

Occuparsi e preoccuparsi di realizzare la nuova scuola I care
Sarà strano che un operatore scolastico al termine della sua lunga carriera di docente, di dirigente e di ispettore senta ancora il bisogno di continuare ad occuparsi di scuola.
Ma forse proprio questa la lunghezza ha piegato una vita ad un mondo dal quale ormai non riesce più a staccarsi.
Sono ormai l’attività educativa e didattica quale si svolge ogni giorno dentro la scuola a dominare i suoi interessi: le attività degli studenti che apprendono e dei docenti che progettano ed organizzare le situazioni di apprendimento.
A tal fine scrive libri, fa corsi di aggiornamento nelle scuole, dirige viste, si entusiasma ad ogni innovazione che viene attuata, si addolora ad ogni spreco di risorse materiali e professionali, ma soprattutto umane, quando pensa a tutto quello che i singoli alunni potevano e non sono doventati.
Da più di mezzo secolo segue la normativa scolastica e la conosce nelle sue evoluzioni. Ma soprattutto segue il discorso socio-psico-pedagogico nel quale cerca in qualche modo di orientarsi.
I libri che ha scritto avevano l’ambizione di restituire alla scuola quello che aveva ricevuto.
Il primo volume, L'attività educativa e didattica(1), valeva prospettare le linee di attuazione di una scuola che si muovesse ancora la secondo le linee di una didattica operativa, della scuola come “centro di ricerca”(2), che molto si assimila alle unità di apprendimento(3).
La Quaterna (Itinerari geometrici, Itinerari aritmetici, Itinerari di logica probabilità e statistica, I numeri in colore)(4) voleva essere una traduzione operativa (allora si diceva "itinerari didattici") dei Programmi didattici del 1985, rimasti un documento fondamentale, ancora non superato, della scuola primaria.
L’Individualizzazione - Autonomia e flessibilità nell’azione educativa e didattica -(5) avrebbe dovuto dare un contributo anche all'integrazione degli alunni cosiddetti diversamente abili.
Infine i due volumi del Piano dell'offerta formativa e della Flessibilità della scuola e centralità dell’alunno(6), nei quali si traduceva la normativa dell’ autonomia di cui al D.P.R. 275/1999.
Ma ancora oggi le Riviste digitali(7) continuano ad essere al servizio degli operatori scolastici che hanno a cuore l'unica che cosa che deve costituire loro precipuo impegno: il successo formativo di ogni alunno che frequenta la scuola, successo sostanzialmente previsto dall'art. 3 della Costituzione repubblicana del 1948 nel momento in cui afferma che<<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>>.
Tutti questi discorsi sono stati riuniti in un’indicazione normativa che prevede una coerente azione educativa e didattica e che prevale al di là di ogni disposizione legislativa: le unità di apprendimento.
Finalmente le unità apprendimento hanno spostato l'accento dal docente che fa lezione agli alunni che apprendono.
Sono spariti le cattedre, i tavolinetti allineati, i cartelloni murali, i libri di testo eccetera.
Potremmo dire che sono ritornate le Case dei bambini che la Montessori istituì nel 1907 nel quartiere Tiburtino di Roma!(8)
Ma come tutte le riforme, anche questa rischia di essere vanificata dal fatto che nessuno si occupa di assicurare ai docenti la sconfinata preparazione che loro si richiede per predisporre le situazioni di apprendimento: ambienti di apprendimento opportunamente attrezzati.
Se far lezione si poteva col libro di testo, con la rivista didattica, con la guida ecc., ora le unità di apprendimento richiedono la messa a punto di molteplici itinerari di apprendimento personalizzati, aperti, dotati di adeguati materiali e di adeguati ambienti di apprendimentoopportunamente attrezzati, elaborati dai docenti sulla basedella profondo conoscenza cheessi hanno dei singoli alunni anche attraverso i portfolio, cartella sociopisicopedgogigica dell’alunno, e non albo dei ricordi scolastici.
Eppure, in questo compito grandioso i docenti sono abbandonati a se stessi.
Le difficoltà sono immense. Forse negli anni '70 La scuola come centro di ricerca di Alfredo Giunti è venuta meno proprio per queste difficoltà.
Lo scrivente è convinto che l'unica strada di salvezza che si oggi offre alla scuola sia quella delle unità di apprendimento, in quanto le unità di apprendimento:
a) possono essere personalizzate, e quindi adattate e motivate per ogni singolo alunno, compressi gli alunni stranamente detti diversamente abili, come se gli altri alunni fossero uniformemente abili;
b) fanno affidamento sulle attività di apprendimento degli alunni, fondate soprattutto sulla ricerca / riscoperta / ricostruzione / reinvenzione dei concetti;
c) quali attività che attivano le facoltà degli alunni, assumono valenza formativa, in quanto promuovono la formazione delle loro capacità e dei loro atteggiamenti, oltre che l'acquisizione delle conoscenze(9) attraverso l'attività di ricerca/riscopeterta/reinvenzione/ricostruzione dei concetti;
d) essendo personalizzate, possono consentire la elaborazione dei Piani educativi personalizzati dei singoli alunni all'inizio dell'anno scolastico, interagendo con l'elaborazione del Piano dell'offerta formativa;
e) cambia completamente l'organizzazione della scuola, favorendo il lavoro di gruppo degli alunni e dei docenti anche a classi aperte, le dotazioni didattiche, l’utilizzazione dell’informatica ecc.;
f) arricchiscono le scuole di adeguati materiali di apprendimento a livello concreto, virtuale iconico e simbolico(10);
g) si prestano solo ad una valutazione formativa, l'unica che nella scuola dovrebbe avere diritto di cittadinanza.
Ma per realizzare le unità di apprendimento si richiedono competenze che nessuno si premura di garantire.
La RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com) si sta muovendo in questa direzione chiedendo ai docenti d'Italia la pubblicazione delle unità loro unità di apprendimento.
Peraltro lo scrivente si è messo a disposizione delle singole scuole per corsi di formazione in tale prospettiva(11), anche scendendo al livello degli orientamenti didattici più elementari, quali la predisposizione di modelli di unità di apprendimento, di piani educativi personalizzati, di portfoli ecc.
Ma ci sono chissà quanti docenti e dirigenti capaci di progettare unità di apprendimento sul gerundio, sulla fillotassi, sulle coordinate geografiche, sulle crociate ecc.
Non è il caso di metterli a disposizione anche dei colleghi sulla RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA:www.rivistadidattica.com?
O forse gli alunni si sono già abbandonati sui banchi sotto l'assillante martellio delle voci altitonanti dei docenti che fanno lezione?
Le lamentele che vengono dalle scuole scaricano tutte la responsabilità sugli alunni.
Non sarebbe il caso che si facesse un autoesame, prima che gli alunni, come gli studenti medievali, emigrassero da una scuola l'altra o forse, oggi più facilmente, alla scuola della strada?(12)
Un invito: raccogliamo le nostre voci nella RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA (www.rivistadidattica.com e portiamo avanti il discorso sulle unità di apprendimento.
Forse i giovani si annoieranno di meno e raggiungeranno più facilmente il successo formativo, inteso come piena formazione della loro personalità: formazione integrale, originale e massimale.
La scuola, inserita in un sistema formativo integrato(13), ha senz’altro ancora un compito importante da svolgere!
Ma, per piccoli segni, sembra che diventa ogni giorno sempre più difficile garantire il diritto alla piena autorealizzazione umana, sociale e professionale delle giovani generazioni.
Che il presente appello sia patetico ci fa piacere, perché cgi fa prendere consapevolezza che ancora siamo capaci, non solo di pensare, ma anche di sentire “con animo perturbato e commosso”, per arrivare a “riflettere con mente pura” (Vico).

-------------
(1)UMBERTO TENUTAL'attività educativa e didattica nella scuola elementare – Come organizzare l’ambiente educativo e di apprendimento, La Scuola, Brescia, 1989.
(2) GIUNTI A., La scuola come "centro di ricerca", La Scuola, Brescia, 1973.
(3)Previste dalle Indicazioni nazionali di cui al DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2004, n.59 (Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53).
(4)UMBERTO TENUTA, Itinerari aritmetici, LA SCUOLA, BRESCIA, 1991, ill., pp. 256; UMBERTO TENUTA, Itinerari geometrici, LA SCUOLA, BRESCIA, 1991, illustrato a colori, pp. 244; UMBERTO TENUTA, Itinerari di Logica Probabilità Statistica Informatica, LA SCUOLA, BRESCIA, 1992, ill., pp. 344; UMBERTO TENUTA, I numeri in colore, LA SCUOLA, BRESCIA, ill. a colori, pp.96, illu­strato a colori, 1994.
(5) UMBERTO TENUTA, Individualizzazione – Autonomia e flessibilità nell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998.
(6)UMBERTO TENUTA, La flessibilità nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2002 , con CD-ROM
UMBERTO TENUTA, Il Piano dell’offerta formativa ¾ Moduli e unità didattiche – La programmazione nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM
(7) RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA:www.rivistadidattica.com; AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO: www.disced.unisa.it/ava/index.htm; METODOLOGIA E DIDATTICAM&D: http: //www.edscuola.com/archivio/didattica
(8) Montessori M., La mente del bambino, Garzanti, Milano, 1999.
(9) In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,Obiettivi: come districarsi?;TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
(10) QUARTA RAPPRESENTAZIONE: RAPPRESENTAZIONE VIRTUALE di Umberto Tenuta, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA:www.rivistadidattica.com
(11) Vedi Corsi di aggiornamento, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com
(12) Sono incomprensibili le lamentele dei docenti delle scuole statali nei confronti delle scuole paritarie, quasi che le scuole statali più significative non siano state quelle degli stati totalitari. E poi si dimentica troppo facilmente l’art. 30 della Costituzione repubblicana che affida ai genitori il compito di istruire ed educare i propri figli (<<È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio>>).
(13)Sistema formativo integrato; Pedagogisti nel sistema formativo integrato; Enti locali e scuola: il sistema formativo integrato e la formazione delle nuove generazioni di Umberto Tenuta, in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: www.rivistadidattica.com