EDITORIALI

RIVISTA DIDATTICA DIGITALE: NASCE UNA NUOVA RIVISTA di Umberto Tenuta

Una nuova, singolare, utilissima rivista didattica: una guida utile ogni giorno nella scuola

 

 

Nasce una nuova rivista, nasce con l’intento di far crescere la scuola, di contribuire al suo rinnovamento, alla sua effettiva riforma, che tale è solo quando riguarda il rinnovamento del modo di fare scuola, dei processi di apprendimento e di formazione dei giovani.

In tale prospettiva si muove la Rivista digitale della didattica che si assume come suo compito specifico il miglioramento della didattica e perciò mira anche all’impiego delle nuove tecnologie digitali nella didattica delle singole discipline.

Si spiega così il titolo: Rivista digitale della didattica.

Innanzitutto, rivista didattica, rivista che si occupa preminentemente del rinnovamento dei processi di apprendimento e di formazione, più che dei processi di insegnamento.

In una scuola che aspira ad essere eminentemente formativa e che deve  educare in una società in rapida trasformazione ciò che importa non è tanto l’acquisizione di un complesso determinato di conoscenze quanto la formazione delle capacità  e soprattutto degli atteggiamenti[i] che attengono alle diverse dimensioni della personalità. La scuola deve recuperare  il suo ruolo eminentemente formativo valorizzando i processi di apprendimento e quindi le metodologie della ricerca / riscoperta / reinvenzione / ricostruzione (problem solving)[ii], auspicabilmente nella forma del cooperative learning[iii].

L’insegnamento deve tradursi nella progettazione, nell’animazione e nella guida dei processi di apprendimento.

In tale prospettiva, alla nuova scuola non bastano più la parola del docente, la lavagna di ardesia ed i libri di testo.

Il rinnovamento della scuola passa attraverso il riconoscimento della centralità degli alunni che apprendono e che si formano attraverso l’impiego  delle moderne tecnologie digitali[iv] e quindi attraverso la centralità della didattica.

Ecco perché Rivista didattica digitale. e quindi della centralità della didattica

Digitale in due sensi. Digitale perché la rivista non è più cartacea, ma digitale soprattutto perché si avvale degli strumenti didattici digitali[v].

La Rivista digitale della didattica mira a far sì che le tecnologie educative siano utilizzate, non tanto dai docenti per fare lezione, quanto dagli alunni per scoprire, costruire, inventare i concetti, le idee, le regole, le teorie e così sviluppare anche le loro capacità ed i loro atteggiamenti, tra i quali al primo posto deve porsi la gioia di imparare, l’amore del sapere, la soddisfazione del proprio insopprimibile bisogno di autorealizzazione, di autoformazione e quindi di autoaffermazione.

La scuola deve recuperare il suo ruolo formativo: non più scuola del sapere ma scuola dei saperi e quindi del saper fare e del saper essere[vi].

E questo la scuola deve fare nella sua normale organizzazione, nel suo normale programma, quando promuove l’apprendimento della Lingua italiana e quando promuove l’apprendimento della Storia e della Geografia, e non con interventi educativi a latere, con i progetti educativi aggiuntivi che dovrebbero correggere il normale progetto educativo.

È un assurdo pedagogico che ci siano interventi specifici di educazione alla salute nella scuola, perché tutta la scuola deve mirare alla educazione alla salute, perché la scuola è il luogo della formazione dei giovani, della loro crescita, la quale non può non essere una crescita integrale, di tutte le dimensioni della personalità: crescita motoria,  crescita  emotivo-affettiva, crescita sociale, crescita linguistica, crescita estetica, crescita cognitiva ecc.

Nella scuola i giovani debbono avvertire la gioia di imparare (studente è colui che ama imparare[vii]) e la gioia di crescere (alunno è colui che si alimenta e quindi cresce[viii]).

È questa la vera riforma della scuola cui la Rivista digitale della didattica si propone di offrire il suo contributo, chiamando a raccolta i docenti di tutte le scuole perché si colleghino in rete, perché escano dal proprio isolamento nel quale ogni tanto vengono raggiunti da un invito ad un convegno per ascoltare i relatori di turno che parlano dei loro saperi.

Occorre invece che l’aggiornamento nasca dal basso, dai docenti, dai loro bisogni didattici, dalle loro esigenze  di far fronte ai problemi che gli alunni esprimono nei loro processi apprenditivi e formativi.

Ed occorre che i docenti valorizzino al massimo la loro quotidiana attività  di ricerca, quella che si manifesta ogniqualvolta essi  si impegnano a ricercare attraverso quali strategie i loro alunni  possano arrivare a scoprire i concetti, a costruire le regole, a inventare le teorie.

Questo loro impegno, che assilla ogni docente, non può andar disperso, non può rimanere nel chiuso delle singole aule, ma deve essere partecipato, messo a disposizione dei colleghi tutti, perché la crescita del sapere, anche di quello educativo e didattico, è il frutto del lavoro cooperativo dei docenti, collegati in rete, nella rete che oggi Internet rende possibile.

Rivista digitale della didattica, digitale perché collega i docenti  in rete, perché mette ciascun docente nella condizione di comunicare le sue idee, le sue scoperte, le sue procedure didattiche e di venire  a conoscenza di quelle dei colleghi.

La Rivista digitale della didattica vuole costituire la rivista della rete dei docenti, del web dei docenti, dei docenti usciti dal loro isolamento, dei docenti che comunicano tra di loro, del cooperative teaching, oltre che del cooperative learning: la rivista del Team teaching[ix], di una scuola che valorizzi al massimo le competenze dei docenti ovunque essi si trovino ed ovunque essi insegnino.

Non ci saranno più  docenti isolati, chiusi nelle loro aule, mondi  incomunicanti, ma docenti collegati in rete, che comunicano tra di loro, che si scambiano le loro idee, le loro scoperte, le loro nuove procedure educative e didattiche e così si arricchiscono, crescono, si aggiornano e si formano.

Forse è questa la migliore forma di aggiornamento, la formazione a distanza, che vede protagonisti i docenti e fa spazio all’intervento degli esperti solo quando essi ne manifestano l’esigenza.

In  sintesi, questa è la filosofia della Rivista digitale della didattica: una rete di docenti che valorizzano innanzitutto le loro competenze, le loro esperienze, le loro sperimentazioni e che si avvalgono in questo impegno anche degli esperti, dei ricercatori di professione, dei docenti universitari.

Non più, quindi, la separatezza tra mondo della Scuola e mondo della ricerca, tra scuola ed Università, ma il loro impegno comune nel cercare le risposte più adeguate a fare in modo che tutti i giovani possano realizzare la loro formazione, la loro autorealizzazione umana.

<<Ogni uomo è destinato ad essere un successo e il mondo è destinato ad accogliere questo successo>>[x].

È questo l’impegno della Scuola dell’autonomia, garantire ad ogni alunno il successo formativo inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto delle identità personali, sociali, culturali e professionali dei singoli alunni.

La Rivista digitale della didattica  intende offrire il suo piccolo contributo a questa grande riforma della scuola, che non si limita a modificarne le strutture, ma ne richiede il suo profondo rinnovamento metodologico-didattico, arrivando al suo cuore[xi], dentro le aule, laddove ogni giorno alunni  e docenti sono impegnati nei processi della formazione umana, della  crescita delle nuove generazioni, della crescita integrale, che non separi la testa dal cuore e dalla mano.

 

La scuola è degna del suo nome quando guarda all’uomo intero e soprattutto quando si impegna a garantirgli il successo formativo, che si traduce nella gioia di essere e nella gioia di vivere, dentro e fuori della scuola.

A questa gioia di essere e di vivere dei giovani la Rivista digitale della didattica  vuole offrire il suo apporto contribuendo a migliorare i processi di insegnamento e di apprendimento attraverso i quali si assicura ad ogni alunno il successo formativo, perché il successo formativo è alla portata di ogni alunno se si pone al centro dell’attenzione degli operatori scolastici tutti la concreta attività educativa e didattica che ogni giorno docenti ed alunni vivono dentro le aule.

 


[i] In merito cfr.: In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995;TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,  Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,  Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,  Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,  Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,  Obiettivi: come districarsi?, nel sito Http://www.edscuola.com/dida.html.

[ii] In merito al Problem solving cfr.: MOSCONI G., D'URSO V. (a cura di), La soluzione di problemi. Problem-solving, Giunti-Barbèra, Firenze, 1973; KLEINMUNTZ B.(a cura di), Problem solving Ricerche, metodi, teorie, Armando, Roma, 1976; DUNCKER K., La psicologia del pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1969; WERTEIMER M., Il pensiero produttivo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1965; DORNER D., La soluzione dei problemi come elaborazione dell’informazione, Città Nuova, Roma, 1988. Pe la problematica dell’ermeneutica, cfr: GENNARI M., Interpretare l’educazione. Pedagogia, semiotica, ermeneutica, La Scuola, Brescia, 1992; MALAVASI P., Tra ermeneutica e pedagogia, La Nuova Italia, Firenze, 1992.

[iii] In merito cfr.: Johnson, D.W. et al., Apprendimento Cooperativo in Classe, Edizioni Erickson, Trento, 1997; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., Discutendo si impara. Interazione sociale e conoscenza a scuola, NIS, Roma, 1991; PONTECORVO  C. (a cura di), La condivisione della conoscenza, La Nuova Italia, Firenze, 1993; PONTECORVO C., AIELLO A.M., ZUCCERMAGLIO C., (a cura di), I contesti sociali dell’apprendimento. Acquisire conoscenze a scuola, nel lavoro, nella vita quotidiana, LED, Milano, 1995.

[iv] In merito cfr.: VARISCO A.M. (a cura), Nuove tecnologie per l’apprendimento, Garamond, Roma, 1998; Calvani a., Manuale di tecnologie dell’educazione , Edizioni ETS, Pisa, 1995; CERRI MUSSO R., Tecnologie educative, SAGEP, Genova, 1995. PAPERT S., I bambini e il computer, Nuove idee per i nuovi strumenti dell'educazione, Rizzoli, Milano, 1994; Maragliano R., 1998, Nuovo manuale di didattica multimediale, Laterza, Bari; Ciotti F., Roncaglia G. "Il mondo digitale", Editori Laterza, Roma-Bari, 2000; Negroponte N., "Essere digitali", Sperling & Kupfer, Milano, 1995.

[v] In merito cfr.: AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO nel sito http://www.ava-ut.it/ 

[vi] In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea, 1995.

[vii] "Studium" in latino significa anche "passione, desiderio, impulso interiore". Scrive Ferrarotti che <<la scuola non sembra in grado di stimolare e far scoprire ai giovani la gioia della lettura, e di riportare lo studio al suo significato originario di studium, ossia amore, passione, avventura>> (Presentazione: FERRAROTTI F., Leggere, leggersi, Donzelli, Roma, 1998).  

[viii] Alunno deriva da alere, alimentarsi, e quindi significa crescere,: chi si alimenta (alunno) cresce, diventa adulto (Participio passato di alere, cioè alimentato, e quindi cresciuto).

[ix] In merito cfr.: BAIR M., WOODWARD R.G., La pratica del team teaching, Loeschere, Torino, 1973; SHAPLIN J.T., OLDS H.F., Team teaching. Una nuova organizzazione nel processo educativo, Loescher, Torino, 1973.

[x] FAURE E. (a cura di), Rapporto sulle strategie dell'educazione, Armando-UNESCO, Roma, 1973, P. 249.

[xi] TENUTA U., Didattica: Cuore dell'Autonomia, in http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html