EDITORIALI

PEDAGOGISTI DOCENTI E GENITORI di Umberto Tenuta
Ruolo dei Pedagogisti nelle scuole per i genitori e nel rapporto con i docenti

Leggo con grande attenzione gli interventi nel grande dibattito che si è aperto sulla Mailing-List di Alessandro Prisciandaroe li trovo tuttiestremamente interessanti. Ma, siccome sono abituato a dire sempre quello che penso, non voglio fare eccezione nemmeno in questo caso.
Ho l'impressione che si rischia di costruire il muro del pianto!
Silamenta, e giustamente, che i Pedagogisti non sono chiamati a intervenire ai dibattiti, alle interviste televisive, ai congressi ecc.
Si lamenta , e giustamente, che ai Pedagogisti non si riserva spazio nei gruppi di lavoro, nelle conferenze, nei comitati.
Si lamenta...
Qualcuno poi mette in rilievo che ora ci sarà il riconoscimento della categoria dei Pedagogisti.
Voci isolati dichiarano di essere riusciti a sfondare, ad affermarsi, con un volo di creatività.
Tantevoci, dicevo, estremamente interessanti!
Vorrei aggiungere anche la mia, anzi riprenderla, perché in fondo l’ho già espressa ed il professor Brezza l’ha rilevata.

CHI E' DOVE OPERA IL PEDAGOGISTA?

Vorrei porre innanzitutto un interrogativo: chi è il Pedagogista? Etimologicamenteil Pedagogoera colui che accompagnava i bambini a scuola, poi passò a significare chi educa ed infine la parola Pedagogista servì ad indicare colui che riflette sul processo educativo.
Pedagogista non è quindi il Docente (Pedagogo, semmai!), anche se il Docente deve studiare la Pedagogia.
Siamo d'accordo?
Da una parte, i Docenti e dall'altra i Pedagogisti, gli Psicologi, i Sociologi, i Filosofi, i Matematici, gli Storici, i Geografi ecc.
I Pedagogista debbono studiare la teoria dei processi educativi, i Docenti debbono promuovere, guidare, assistere i processi educativi.
Proviamo a domandarci se siamo d'accordo e riflettiamo un poco sui temi di studio dei Pedagogisti, magari facendo riferimento ai loro corsi di formazione e di aggiornamento.
Ma, dopo la domanda chi è il Pedagogista e come si forma, propongo di domandarci dove deve operare il Pedagogista.
Al riguardo, si impone una premessa.
La presenza del Pedagogista si impone laddove si educa, laddove si realizzano processi educativi, laddove avviene l'educazione.
Sappiamotutti che l'educazione si attua essenzialmente in due forme, una intenzionale o formale, che si attua principalmente nella scuola, ed una non intenzionale o informale, che si attua nella famiglia e nei contesti di vita.
Al riguardo, appare ovvio, scontato, ineludibile che il Pedagogista debba essere presente nella scuola. Debba esservi, sia nei processi di formazione dei Docenti, nelle Università, sia nelle realtà scolastiche, a fianco dei docenti, per assisterli, sostenerli, consigliarli nel loro impegno educativo.
E qui si rileva la prima lacuna.
Se il Pedagogista c’è (?) negli istituti di formazione dei docenti (nelle università), non sempre è presente dentro le scuola, perché non sempre viene chiamato ad esprimere pareri, a fornire assistenza, ad offrire suggerimenti pedagogici.
Peraltro, è qui che nasce l'equivoco tra il Pedagogista ed il Docente, il quale si ritiene pedagogista.
Se il Docente ha studiato Pedagogia, è un Pedagogista!
Ma il Docente ha studiato Matematica, e non è certo un Matematico!
Il Docente ha studiato Storia, e non è certo uno Storico!
Hastudiato Geografia, e non è certo un Geografo....
Eppure il Docente deve avvalersi della Pedagogia e quindi deve conoscere la Pedagogia.
Grossa questione da dibattere, con estrema serenità, da ambedue gli interlocutori: Docenti e Pedagogisti.
Ma c'è un altra questione ancora più importante, a mio modo di vedere, anzi cruciale, cui ho già accennato, ma che non è stata presa in considerazione, tutti assorti come si è sui problemi dell'occupazione e sui problemi dei riconoscimenti.
C'è una questione dalla quale potrebbe soprattutto dipendere il destino dei Pedagogisti.
È il problema delle scuola peri Genitori.

IL RUOLO EDUCATIVO DEI GENITORI

I Genitori sono educatori. Enrico Pestalozzi ha esaltato, ha cantato il ruolo educativo delle madri, non solo nel Canto del cigno, ma anche nelle altre opere e soprattutto in Madre efiglio(1).
Oggi si torna a esaltare il ruolo dei Genitori.

Nella legge 30 del 2001 si affermava che “Il sistema educativo di istruzione e di formazione è finalizzato alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori…”
Nelle più recenti norme si afferma con forza il ruolo di partecipazione dei genitori ai processi formativi che si attuano nelle scuole. Nel Regolamento della autonomia questo ruolo è esaltato (“Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie… interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti…”).
Un vasto territorio si apre nel momento in cui i bambini vanno a scuola ed i Genitori debbono offrire il loro contributo, in termini di cooperazione ai processi formativi che nelle scuole si attuano.
Ecco la domanda: chi assiste i Genitori in questo ruolo?
L'articolo 9 del Regolamento dell’autonomia prevede che “Nell'ambito delle attività in favore degli adulti possono essere promosse specifiche iniziative di informazione e formazione destinate ai genitori degli alunni”.

Iniziative di informazione e diformazione”!
I Genitori debbono cooperare con i Docenti nei processi educativi e perciò debbono essere informati e formati: la loro formazione richiede anche l'intervento dei Pedagogisti!
I Genitori sono informati e formati dai Docenti, dagli Psicologi, dai Medici, dai Sociologi, dai Pedagogisti ecc.
Ecco i problemi da affrontare!
C’èl'esigenza della cooperazione dei Genitori ai processi educativi che si attuano nelle scuole ed i Genitori debbonoessere formati a questo ruolo.
Al riguardo, si tenga presente che il comma 3 dell'art. 3 del Regolamento della autonomia prevede espressamente che “Il Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti”.
Tuttavia, c'è un ruolo educativo che è proprio dei genitori: quello dei primi tre anni di vita!
I genitori sono i primi educatori dei bambini.
Iprimi tre anni di vita non sono gli anni del solo allevamento dei bambini, ma sono anche gli anni più importanti della loro formazione.
A tre anni un bambino ha già appreso una lingua come non ne apprenderà mai più un’altra! Hagià sviluppato le sue capacità ed i suoi atteggiamenti: è già un piccolo uomo!
A quattro anni il 50% della sua intelligenza si è già sviluppata.
Come hanno operato i Genitori in questi primi tre anni di vita dei bambini?
Chi li ha assistiti?
Senz'altro, c'è stato il Medico, anche lo specialista (Pediatra)!
Il bambino è cresciuto bene sul piano fisico, con i consigli del Pediatra,; è cresciuto più o meno bene sul piano psicologico, con i consigli dello Psicologo, alla cui assistenza si ricorre sempre più, in presenza degli eventuali problemi manifestati dai bambini.
Ma il Pedagogista chi lo ha sentito?
Da una parte, non si riconosce esplicitamente il ruolo educativo dei genitori (“è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”)( Art.30, Cost.) e dall’altra questo ruolo viene svolto empiricamente, senza l’apporto degli specialisti dell’educazione, quali sono i Pedagogisti.
Chi mai ha parlato di una Scuola per i Genitori, nella quale un ruolo essenziale deve essere riconosciuto ai Pedagogisti?
Lo scrivente è arrivato a questa domanda, partendo dalla scuola, rilevando che i problemi educativi che la scuola deve affrontare non possono essere risolti bene se non si comincia ad affrontarli nella famiglia, soprattutto dai Genitori e nei primi tre anni di vita.
I bambini arrivano a scuola già diversamente formati. Si leggeva nel par. VIII della Relazione Fassino ai Programmi didattici del 1985 per la scuola elementare che “Ciascun fanciullo viene a scuola con un patrimonio variamente sviluppato di esperienze, che possono aver sollecitato in misura pure varia le sue capacità. Alle spalle della scuola stanno pertanto numerosi fattori, naturali e sociali, che non mettono tutti sulla stessa linea di partenza”.SCUOLE PER I GENITORI Occorre pensare alle Scuole per i genitori!
Ne vanno individuati le finalità, le metodologie, gli aspetti organizzativi, gli interventi, gli operatori.
Unruolo essenziale va riconosciuto ai Pedagogisti, pedagogisti di quegli educatori importantissimi che sono i Genitori.
Ecco un impegno dei Pedagogisti, ma anche delle Associazioni dei Genitori e delle Associazioni degli altri operatori che nelle scuole dei Genitoridebbono operare: Associazioni degli Psicologi, Associazioni dei Sociologi, Associazioni dei Pediatri, ma anche Associazioni di coloro che dell'organizzazione delle Scuole per i Genitori possono farsi carico, in particolare le Associazioni dei Genitori.
Ungrande dibattito e notevoli iniziative sono state promosse dalle Associazioni dei Genitori dei bambini che presentano problemi (cfr. bambini in situazione di handicap, ma anche bambini dotati).
Il mio parere al riguardo è che si è trattato di iniziative riduttive, perché limitate a determinate categorie. I problemi educativi, anche degli alunni in situazione di handicap e degli alunni dotati, non si risolvono con iniziative specifiche, speciali, distinte da quelle della normale organizzazione della scuola, che deve essere organizzata sempre a misura(2) dei singoli alunni anche quando non sono presenti gli alunni in situazione di handicaps.
Occorrepensare ad una scuola che sia a misura dei singoli alunni, di ciascun alunno, indipendentemente dal fatto che sia o non sia in situazione di handicap, indipendentemente dal fatto che sia o non sia iperdotato.
Occorreoccuparsi della formazione dei Genitori,di tutti i Genitori, dei Genitori di tutti gli alunni.
Occorre creare Scuole per i Genitori che si occupino non delle patologie e non degli interventi speciali (nuoto, ginnastica, musica ecc.), ma della più comune, normale, ordinaria attività educativa e didattica.
A cominciare dalla nascita, e anche da prima, i Genitori debbono occuparsi della crescita fisica, psichica e culturale dei loro figli.
Sidebbono occupare della loro educazione e si debbono occupare della loro istruzione.
Sì, anche dell'istruzione: non tanto nel senso che a tre anni li debbano inviare alla scuola dell'infanzia e a 6 si anni li debbano inviare alla scuola elementare e poi alle successive scuole dell'obbligo, ma dell'istruzione perché i genitori educano ed istruiscono i loro figli in tutte le dimensioni della loro personalità (fisica, sociale, emotivo-affettivo, cognitiva, linguistica, storica, geografica...) .
Vogliamo aprire questo dibattito e pervenire a delle proposte coerenti, assieme, Pedagogisti e Associazioni dai Genitori in particolare?
La rivista digitale della didattica (RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com apre un forum sul tema Scuole per i Genitori.
Tutti sono invitati ad offrire il loro contributo, nell'interesse supremo dell'educazione e dell'istruzione dei giovani, della loro piena formazione umana, del pieno sviluppo della loro personalità che la Costituzione pone con impegno fondamentale della Repubblica.
La Repubblica siamo tutti noi!

nota bene Gli interventi vanno indirizzato alla seguente E-MAIL: umberto.tenuta@tin.it

 NOTE
1) PESTALOZZI E., Come Geltrude istruisce i suoi figli, La Nuova Italia, Firenze, 1929; PESTALOZZI E., Madre e figlio, La Nuova Italia, Firenze, 1951.
2) In merito cfr.: CLAPARÈDE E., La scuola su misura, La Nuova Italia, Firenze, 1972; TENUTA U., Individualizzazione – Autonomia e flessibilità dell’azione educativa e didattica, La Scuola, Brescia, 1998.