DIDATTICA MULTIMEDIALE POVERA

ITALIANO INSEGNATO ALLA SCUOLA PRIMARIA COME L2
di Anna Maria Barone e Isa Malavasi

Uso del registratore audio nel laboratorio di italiano come lingua seconda e analisi dell’interlingua.
Gli insegnanti di lingua straniera sono abituati all’uso di supporti audio nello svolgimentodella loro normale attività di insegnamento.
Di solito il registratore e il lettore CD vengono utilizzati in classe o in laboratorio per l’ascolto e la ripetizione, per la memorizzazione e l’esecuzione di canzoni e filastrocche, per il miglioramento della pronuncia.
Più raramente le tecnologie audio sono usate dagli insegnanti di altre discipline, quasi mai le si utilizza per registrare.
La registrazione di conversazioni, attività e produzioni:

L’acquisizione di una lingua è un processo graduale, la competenza linguistica si sviluppa per tappe successive. L’apprendente parte da uno stadio rudimentale e, puntando alla lingua target, sviluppa una lingua sempre più raffinata, sempre più vicina all’obiettivo. Conoscere il punto in cui si trova lo studente significa per l’insegnante avere gli elementi perproporre un insegnamento più efficace.

Come effettuare la registrazione:

Occorre poi trascrivere le registrazioni per poter analizzare meglio i dati raccolti, alcuni aspettiinfatti possono sfuggire all’ascolto.
Riportiamo lo stralcio di un’attività da noi svolta secondo la teoria dell’interlingua, utilizzando la tecnica della registrazione audio e della sua successiva trascrizione.
Le insegnanti hanno registrato il racconto di una favola, “Il leone e il topolino”, letta in precedenza nel piccolo gruppo del laboratorio di italiano come L2.
L’alunna che effettua il racconto è una bambina cinese di 8 anni, inserita in classe seconda, alla fine del mese di aprile.

Task: l’insegnante legge la favola, gli alunni leggono a turno la stessa, dopo aver letto il brano l’insegnante mostra le sequenze che rappresentano la storia, l’insegnante chiede all’alunna di raccontare quello che ha compreso.
INS: Dai, raccontami la storia.
A: C’era una volta un leone che tormentava…un topolino vuole passare…e dopo leone vuole mangiarle….(silenzio)….il topolino…dice …aspetta (silenzio) io a casa ho degli… e dopo il leone l’ha lasciato andare ehmm..eh…dopo leone fa andare e lui finito in una rete ehm…eh.. e il topolino..mmh..se n’è andato…ehmm…
INS: Chi aiuta il leone finito nella rete?
A: prima passa…ippopotamo e se ne va…no aiuta…dopo passa elefante e se ne va…ehm e dopo scimmia e se ne va…dopo viene topolino…eh, eh….
INS: Cosa fa?
A: allora…il topolino arriva dal leone, eh, eh…poi ehm…e dopo libera il leone, il leone dice al topolino sei un vero amico eh… eh…il leone se n’è andato senza mangiare il topolino eh…vissero se n’è andato…ehhh …vissero felici e contenti.

Conclusa la fase della trascrizione abbiamo effettuato l’osservazione sistematica dell’IL, attraverso una griglia di analisi che prenda in esame:

Al termine di questo lavoro l’insegnante avrà stabilito cosa il suo studente sa fare e avrà buone basi per costruire sullecompetenze già esistenti, puntando sulla motivazione e sull’accrescimento dell’autostima dell’apprendente, perché non c’è nessuno che non sa niente!

BIBLIOGRAFIA
PALLOTTI-FERRARI, Osservare l’interlingua, Memo, Modena, 2008
BALBONI, Tecniche didattiche per l’educazione linguistica, Utet, Torino, 2007
ANDORNO, La lingua degli apprendenti dal punto di vista delle varietà di apprendimento, in Saperi per insegnare. Formare insegnati di italiano a stranieri. Un’esperienza di collaborazione fra università e scuola, Loesher, Torino, 2006
DELLA PUPPA-LUISE, Facile! , Theorema, Torino, 2006
PALLOTTI,Le ricadute didattiche delle ricerche sull’interlingua, inL’acquisizione dell’italiano L2 di immigrati adulti, Edilingua, 2005
DIADORI (a cura di),Insegnare italiano a stranieri,Le Monnier, Firenze, 2001
DIADORI (a cura di),Insegnare italiano a stranieri,Le Monnier, Firenze, 2001

24 luglio 2009

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