COOPERAZIONE TRA SCUOLA E FAMIGLIA

SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO E ISTITUZIONI SCOLASTICHE
di Maria Rosaria Tenuta

La formazione della personalitàsi realizza in contesti educativi informali e formali

L’uomo non nasce predeterminato dal suo codice genetico: nello zigote sono presenti i geni che influenzano la formazione fisica e psichica, ma su questa formazione incidono consistentemente anche i fattori socioculturali, a cominciare da quelli che agiscono già nel grembo materno, quali l’alimentazione e le condizioni di vita della madre.
È ormai acclarato che l’embriogenesi è fortemente influenzata dalle condizioni di vita intrauterina e che queste condizioni sono costituite, non solo da condizioni biologiche, ma anche da condizioni psichiche della madre, quali le situazioni di ansia, di stress, di benessere ecc.
Peraltro, almeno dal sesto mese, il feto comincia a ricevere stimoli anche dal mondo esterno.
Evidentemente, al momento della nascita l’ambiente che influenza la formazione del bambino è costituito da tutte le condizioni fisiche e socioculturaliche caratterizzano il suo ambiente di vita.
La formazione del bambino riguarda sia la sua crescita fisica che la sua maturazione neurologica e la sua vita psichica. Da una parte si ha l’accrescimento corporeo (sistema osseo, sistema muscolare ecc) e la maturazione neurologica che consente al sistema nervoso di funzionare; dall’altra comincia a realizzarsi il vero e proprio apprendimento che consiste nell’acquisizione di conoscenze, di capacità e di atteggiamenti(1).
L’attività percettiva del bambino, già iniziata nel grembo materno, si arricchisce dopo la nascita, a livellodi percezione visiva, uditiva, olfattiva, gustativa, tattile, cinestetica. Il bambino arricchisce ogni giorno di più la conoscenzadel mondo e di se stesso, ma soprattutto sviluppa le sue capacità ed i suoi atteggiamenti.
Attraverso gli organi di senso arricchisce la suamente di immagini visive, uditive, olfattive ecc. e sviluppa nel contempo le capacità percettive: diventa sempre più capace di discriminare le forme, i colori, i suoni, i sapori, gli odori. Sviluppa le sue capacità motorie a livellodei suoi diversi segmenti (testa, tronco, arti) e sviluppa le sue capacità di percezione e di discriminazione delle forme, dei colori, degli odori, dei sapori ecc.
Il bambino amplia ed approfondisce ogni giorno di più le sue capacità e nello stesso tempo i suoi atteggiamenti, manifestando preferenze, propensioni, predilezioni per i cibi, per gli oggetti, per le esperienze.
Il piccolo uomo si va formando attraversoil primo e fondamentale contesto educativo costituito dagli oggetti del mondo in cui vive ma soprattutto dalle persone e dagli eventi che in esso si verificano.
La formazione del bambino nei primi mesi e nei primi anni di vita è molto intensa, ricca, articolata, complessa. Gli studiosi hanno evidenziatoed evidenziano sempre più la grande incidenza che i primi anni di vita hanno nella formazione della personalità rilevando il ruolo sia del contesto materiale che del contesto relazionale(2), con particolare riferimentoalla relazione bambino-madre e familiari in genere.
La prima “scuola” del bambino è il suo contesto di vita sociofamiliare. La famiglia è la prima e più importante istituzione educativa nella quale il bambino si forma sul piano cognitivo, emotivo, affettivo, sociale.
Freud e la Montessori hanno scoperto la rilevantissima importanza che i primi anni di vita hanno nella formazione della personalità.
A quattro anni il bambino ha sviluppato il 50% della sua intelligenza, ma soprattutto ha sviluppato il suo linguaggio(3).
A mano a mano che cresce l’ambiente di vita e di formazione del bambino si allarga, si amplia, si arricchisce. Alle esperienze domestiche si aggiungono le esperienze negli ambienti vicini o lontani che egli ha la possibilità di frequentare. Ma, soprattutto, alle relazioni con i familiari si aggiungono le relazioni con i pari e con tutte le altre persone con le quali ha la possibilità di stabilire rapporti.
Anche se gli studiosi ne hanno evidenziato la grande, enorme, incalcolabile portata educativa, forse ancora oggi non si è presa sufficiente consapevolezza del rilevante ruolo che le esperienze familiari e sociali dei primi anni di vita hanno nella formazione della personalità.
Peraltro, occorre tenere presente che oggi le esperienze domestiche sono arricchite, non solo dalle esperienze realizzabili nell’ambiente circostante più o meno lontano, ma anche attraverso i mass media, in particolare la TV, il cinema, il teatro e oggi sempre più i videogiochi, il PC ed Internet.
A tre anni comincia la scuola!
L’azione formativa che era più o meno informale diventa formale, intenzionale e programmatica.
Anche nella famiglia c’era un progettoeducativo, che si presentava più o meno implicito, più o meno consapevole, più o meno intenzionale e programmatico.
Ora, però, nella scuola dell’infanzia il progetto educativo si fa esplicito, intenzionale, programmatico. Ma soprattutto si allarga, si amplia, si arricchisce, o almeno così dovrebbe essere, perché c’è anche il rischioche nella scuola le esperienze formative del bambino si impoveriscano, perdano quel contato diretto con gli oggetti concreti, le cose e le persone che si vivevanonell’ambiente familiare ed extrafamiliare.
È in tal senso che le sorelle Agazzi, sviluppando la pedagogia del Froebel, hanno realizzato e teorizzato la creazione di un ambiente educativo che non privi la scuola materna della ricchezza dei materiali e delle esperienze concrete che i bambini vivono fuori dellascuola: le cianfrusaglie agazziane, il tesoro delle piccole cose, degli oggetti comuni che i bambini manipolano fuori della scuola e che debbono entrare anche nella scuola materna per consentire ai bambini di fare le esperienze più varie, per arricchire le loro conoscenze e soprattutto per sviluppare le loro capacità percettive, motorie, linguistiche, logiche, cognitive ecc.
Purtroppo, si deve prendere atto che il rischio della separazione della scuola dal mondo extrascolastico è ancora oggi incombente e consistente.
Nel passatoha portato alla separazione della scuola dalla realtà sociale, culturale, geografica. La scuola è stata definita una turris eburnea, un hortus conclusus.

-----
(1) In merito cfr.: TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U., Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U.,Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U., Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U., Obiettivi: come districarsi?; TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html
(2) In merito cfr. SPITZ R. A., Il primo anno di vita del bambino, Giunti-Barbèra, Firenze, 1962. ma vedi anche: BOWLBY J., Cure materne e igiene mentale del fanciullo, Giunti-Barbèra, Firenze, 1975; AINSWORTH M.D., La carenza di cure materne, Armando, Roma, 1966; RUTTER M., Cure ma­terne e sviluppo psicologico del bambino, Il Mulino, Bologna, 1973; BERNSTEIN B., Struttura sociale, linguaggio e apprendimento, in PASSOW A., L'educazione degli svan­taggiati, Angeli, Milano, 1972
(3) In merito cfr. Orientamenti educativi del 1991 per la scuola materna.

8 gennaio 2010