BIBLIOGRAFIE E RECENSIONI

MAIORIELLO VITINA, Tramonto, Buio, Luce, EDIZIONI PROGETTO CULTURA Roma, 2003 (info@progettocultura.it)
Recensione di Umberto Tenuta

Un’autobiografia autentica, straordinaria, coinvolgente, emozionante!
Scritta da una ragazza diversamente abile, come tutti noi, paraplegica, ma dotata di virtù rarissime: intelligenza straordinaria, sensibilità umana profondissima, voglia di vivere in tutta la sua pienezza la propria esistenza, modello cui fare riferimento quando abbiamo problemi da affrontare nella nostra vita.
Bambina piena di vitalità, estremamente affettuosa con le persone care, in particolare la nonna; geniale come sanno essere i bambini nei loro giochi, viene investita da un’auto pirata e comincia un calvario che avrebbe distrutto qualunque altro essere umano.
Ma non lei che, conservando appieno la sua intelligenza, reagisce, vuole essere come e più di ogni altra persona umana, nel suo accentuato bisogno di autorealizzazione che caratterizza ogni essere umano e che in lei non muore ma si accresce a dismisura nel momento in cui le sue condizioni fisiche sembrano impedirglielo.
Non avverte la sua minorazione fisica come impedimento ma come stimolo ad affermarsi in ogni dimensione umana, da quella intellettiva a quella affettiva, sociale, estetica, direi motoria.
Come e più di ogni altro giovane ci riesce: segue un normale corso di studio, consegue due diplomi, lavora, ora sta per laurearsi.
La sua condizione le fa acquisire una profonda capacità di comprendere l’animo umano nelle sue infinite sfumature positive e negative; estremamente socievole, ma autentica nei sentimenti che avverte intensamente.
Il suo libro, pur nelle traversie personale e nelle pochezze umane della maggior parte delle persone con le quali ha avuto a che fare, è una poesia, un inno, un canto alla vita che tanti giovani oggi non apprezzano e distruggono. Lei se la costruisce tra le mille difficoltà del suo stato, il quale però non le impedisce di essere una giovane straordinaria in tutte le dimensioni della sua personalità, da quelle estetiche a quelle sociali, morali, affettive che vive intensamente.
È un libro che ti prende sin dalle prime pagine, ti travolge, non ti consente di interromperne la lettura.
Ma è un libro che ti insegna il valore della vita che va vissuta sempre positivamente, senza cedimenti alle infinite difficoltà che la costellano.
Perciò lo dovrebbero leggere innanzitutto i docenti tutti, poi gli alunni di ogni ordine e grado di scuola, infine gli psicologi ed i pedagogisti.
Lo stile è scorrevole, piacevole, poetico.
Dal tramonto temuto dopo l’incidente automobilistico si passa al buio delle dolorose esperienze degli interventi medici e paramedici.
Infine ritrova la luce, più intensa, più viva, più calda di quella che aveva preceduto il tramonto, la luce che ora la illumina, la mette a fuoco, la esalta e la rende una donna straordinariamente capace di affrontare le difficoltà della vita, di gioire, di godere.
Fine osservatrice, sa riflettere sulle sue esperienze personali, le analizza, ne trae stimolo a continuare a vivere facendo in modo che il tramonto ed il buio alimentino sempre più la luce che ora l’avvolge, la esalta nelle sue qualità umane, la proietta in un futuro che non sai immaginare se non nel segno del successo che da sola si è costruita e che tutti avvertiamo come emblema di una persona che dal dolore ha saputo trarre l’insegnamento a vivere la vita nelle sue mille sfaccettature di un poliedro.
Un poliedro le cui facce aspettano di illuminarsi tutte di luce intensa, senza ombre e senza tramonti.
Una vitina, quindi, che si fa vita: vita da vivere ancora più intensamente e soprattutto più completamente, con il coraggio che finora ha caratterizzato l’esistenza di questa giovane per superare le infinite difficoltà incontrate e andare incontro alla sua pienezza.
Avendo conosciuto così duramente il dolore, Vitina ora non può non aspettarsi la sua pienezza di donna, nelle molteplici sfaccettature che la caratterizzano.
Avendo conosciuto il suo coraggio, ma anche le sue capacità, non possiamo non aspettarci che sappia, come saprà, vivere ancora più intensamente la sua esistenza, senza rinunciare a nulla di quanto ogni donna si aspetta dalla vita.

26 gennaio 2009

HomePage