BIBLIOGRAFIE E RECENSIONI

ISRAEL G., Chi sono i nemici della scienza?, Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di mala scienza, LINDAU, Torino, 2008.

Recensione di Umberto Tenuta

Molti lamentano la crisi della cultura scientifica e la diffusione di un analfabetismo scientifico e tecnologico che inizia nella scuola e sarebbe alimentato da una diffusa ostilità nei confronti della scienza. Il modo di curare questa malattia consisterebbe nel propinare una overdose di informazione e divulgazione scientifica improntata a immagini positive e in contrasto con la cultura umanistica <<parolaia>>.
Questo libro si propone di dimostrare che il male ha cause ben diverse. La crisi attuale è alimentata dai fautori di un rozzo scientismo di stampo positivistico, dai divulgatori che presentano in modo magico e acritico ogni risultato scientifico-tecnologico e da coloro che escludono la scienza dalla cultura, riducendola a tecniche di <<problem solving>>, a mera abilità pratica, in definitiva priva di attrattive per chi continui a nutrire interesse per la conoscenza.
Il volume collega la crisi della cultura scientifica a un disastro educativo che sta sgretolando le fondamenta delle strutture dell’istruzione. Sotto l'influsso di teorie pedagogico-didattiche sedicenti progressiste la scuola si sta trasformando da luogo di formazione e di cultura in un Laboratorio di metodologia dell'autoapprendimento. Come ha scritto Jean-François Revel, <<la decadenza dell’insegnamento da trent'anni è con­seguenza di una scelta deliberata secondo la quale la scuola non deve avere la trasmissione della conoscenza>>.
Fin qui il risvolto della copertina.
Ma noi vogliamo aggiungere che il problema più consistente è la mancanza nelle scuole della mentalità scientifica e della riduzione della conoscenza a “retorica delle conclusioni”, come affermava Scwabb: nella scuola si danno al più conoscenze scientifiche ma non si fa scienza.
La scuola non è un laboratorio scientifico!
Questo libro aiuta a comprendere il problema della formazione scientifica che ha impegnato gli studiosi negli anni ’60 tra fautori della cultura scientifica e della cultura umanistica, come se la scienza non fosse espressione dell’intelligenza umana e, come tale, estremamente formativa.

14 luglio 2008

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