BIBLIOGRAFIE E RECENSIONI

GRILLO MARIA ROSA, IL MAESTRO - umanità e saggezza, ARMADO EDITORE, ROMA, 2003.

Recensione di Umberto Tenuta

Ho letto con interesse intenso il libro “IL MAESTRO” di Maria Rosa Grillo, dalla prima all’ultima pagina, preso dalla carrellata di “Maestri” che percorre la Storia della scuola, vista in una dimensione che sembra inattuale, presi come si è oggi dai problemi del sapere (“società della conoscenza”) e quindi dagli insegnamenti e dagli insegnanti.
La Grillo non parla del “sapere” e degli insegnanti, ma del “saper fare” e soprattutto del “saper essere(1), cioè dei “Maestri”, maestri di umanità e di saggezza.
Ne viene fuori una storia dell’educazione più che dell’istruzione, per cui il libro acquista un significato particolare che potrebbe apparire inattuale, anacronistico, fuori della realtà della scuola dei nostri giorni.
Certo, sarebbe stato interessante leggere, non solo dell’educazione, ma anche dell’istruzione(2).
Forse l’Autrice completerà il suo discorso in un prossimo volume, dal titolo “L’INSEGNANTE”.
E sarà opera meritoria, soprattutto laddove saprà cogliere lo stretto legame tra l’istruire e l’educare (istruzione educativa) che pure nel recente volume qua e là appaiono, come affermazioni apodittiche più che come analisi specificche.
Non è un caso che nel libro “IL MAESTRO” non si parla dell’Illuminismo, di cui la scuola dei nostri giorni è figlia, qualificantesi come scuola dell’istruzione, dell’insegnare più che dell’educare.
Permane ancora oggi la scuola dell’insegnante, del docente, del professore, ma non abbiamo più la scuola del maestro.
L’educazione, e quindi il Maestro, non compaiono nel discorso pedagogico, se non come elementi di secondaria importanza. Si leggano, ad esempio, i Programmi didattici per la scuola primaria del 1985, nei quali si parla di <<alfabetizzazione culturale>>, intesa come <<acquisizione di tutti i fondamentali tipi di linguaggio e un primo livello di padronanza dei quadri concet­tuali, delle abilità, delle modalità di indagine essenziali alla com­prensione del mondo umano, naturale e artificiale>> e, solo nella Premessa, di <<Educazione alla convivenza democratica>>.
Le INDICAZIONI NAZIONALI, con gli obiettivi specifici di apprendimento, non sono da meno.
Il “Maestro”, quindi, è un anacronismo, un personaggio di altri tempi sul quale l’Autrice si sofferma, in un excursus storico che muove dai tempi più lontani, dal mondo antico alle soglie di quello attuale, alla società della conoscenza, come si amadefinirla.
Libro inattuale, quindi?
Certamente no, anzi attualissimo, almeno per due motivi.
Prima, perché la scuola ha operato, nei millenni, sempre come scuola del “Maestro”.
Ma poi, cosa più importante, perché oggi la scuola ha bisogno soprattutto di educare, e per educare ci vogliono Maestri: non bastano gli insegnanti, i docenti, i professori.
All’insegnamento oggi provvedono i mass media, da Internet ai DVD, ai Videogiochi.
Oggi si ha impellente bisogno di educazione!
Certamente non di educazione come ex-ducere, “trarre fuori”, diventare quello che si è (Pindaro).
Oggi si ha bisogno di educazione come promozione della formazione di atteggiamenti (saper essere) e di capacità (saper fare), oltre che di conoscenze (sapere)(3).
È una necessità che discende dal contesto socioculturale nel quale viviamo, oltre che dalla normativa: Legge 30/2000, Legge 53/2003 (<<obiettivi formativi>> delle unità di apprendimento), ma soprattutto D.P.R. 275/1999 che parla di Piano dell’offerta formativa e di Successo formativo, oltre che di obiettivi formativi come finalità che la scuola deve perseguire: <<a) gli obiettivi generali del processo formativo; b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni>>.
La scuola attuale, che è figlia della Rivoluzione francese nata dall’Illuminismo, sta per morire ed un’altra scuola sta per nascere.
Non per nulla, sia nella L.30/2000 che nella L.53/2003 si definisce la scuola come <<sistema educativo di istruzione e di formazione>>.
A prescindere dall’equivoco che l’educativo ed il formativo possono suscitare, risulta affermato con forza che la scuola deve essere scuola formativa, in quanto finalizzata a garantire il successo formativo e, peraltro, a garantirlo a tutti gli alunni, nel rispetto delle loro identità personali, sociali, culturali, religiose(4) .
<<Successo formativo>> significa <<pieno sviluppo>>(5), da intendere come formazione integrale, originale e massimale della persona umana.

Nel suo prezioso medagliere di Maestri di tutti i tempi la Grillo si sofferma quasi esclusivamente sul preminente carattere formativo che la scuola deve assumere per tutti gli alunni, senza distinzione di razza, di sesso, di classe sociale, di condizioni personali.

Indubbiamente, le affermazioni sull’educazione che la Grillo riporta (6), e che sarebbe stato utile ampliare, se lo spazio lo avesse consentito, vanno lette in riferimento ad un contesto storico diverso da quello attuale, quando si riteneva che <<capaci e meritevoli>> si nasce e non si diventa.

Ma resta il fatto che la Grillo, delineando le figure dei Maestri di tutti i tempi, di tuttii luoghi e di tutte le concezioni culturali e religiose, enfatizza, anche con le puntuali citazioni dei passi degli autori, il compito educativo della scuola, quel compito che oggi più propriamente viene sottolineato dall’espressione <<successo formativo>>.
Certamente le citazioni vanno lette alla lucedegli orientamenti delle attuali scienze dell’educazione - e, se si vuole, del Personalismo costituzionale - secondo le quali non si può parlare di potenzialità formative (7) come doti innate, perché ogni essere umano nasce con delle possibilità formative non predefinite che si formano attraverso l’azione formativa esercitata dal sistema formativo integrato, a cominciare dalla famiglia, prima, fondamentale, decisiva agenzia formativa, ma nel quale la scuola esercita un ruolo decisivo, fondamentale, ineludibile, se svolge con passione, con impegno e competenza il suo ruolo.
Il libro della Grillo riporta passi interessanti al riguardo, dimostrando una grande competenza intorno ai Maestri presentati nelle loro visioni personali dell’educazione.
Siamo quasi presi dalla tentazione di farne una sintesi ma preferiamo rinviare alla lettura del testo, non senza però sottolineare alcune doti che in ogni tempo sono state richieste al Maestro e che risultano di grandissima attualità:

  • la dedizione al compito educativo
  • la competenza disciplinare
  • la conoscenza degli alunni
  • il lavoro comunitario che coinvolge Maestro ed alunni
  • il non raro riferimento al lavoro comunitario che coinvolge maestro ed alunno.

Tuttavia, una dote tra quelle più evidenziate nel testo ci piace riportare a conclusione di questa sommaria e molto limitata presentazione del volume della Grillo, che merita ben altra attenzione, ed è larilevanza riconosciuta all’amore del sapere e degli alunni che il Maestro deve possedere per poterlo contagiare ai suoi alunni, essendo, non una (la conoscenza), ma tre le finalità che la scuola deve perseguire:

  • atteggiamenti
  • capacità
  • conoscenze.

--------
(1) In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995; CAMBI F. (a cura di), Nel conflitto delle emozioni – Prospettive pedagogiche, Armando Editore, Roma, 1999; TENUTA U., I contenuti essenziali per la formazione di base: homo patiens, habilis, sapiens, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 1998, N. 5; TENUTA U.,Verificare le conoscenze essenziali, ma soprattutto le capacità ed anche gli atteggiamenti, in Rivista dell’istruzione, Maggioli, Rimini, 2002, n. 4; TENUTA U., Atteggiamenti: non solo conoscenze, non solo capacità, Il Dirigente scolastico, ScuolaSNALS, Roma, gennaio 2002; TENUTA U.,Conoscenze Capacità Atteggiamenti; TENUTA U.,Obiettivi Formativi da Raggiungere; TENUTA U., Obiettivi Formativi e Competenze; TENUTA U.,Obiettivi Specifici di Apprendimento; TENUTA U.,Obiettivi: come districarsi?;TENUTA U. , Atteggiamenti Capacità Conoscenze, nel sito http://www.edscuola.it/archivio/didattica/index.html; TENUTA U., Atteggiamenti, capacità e conoscenze , in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
(2)TENUTA U., Scuola: educare o istruire?, in http://www.edscuola.it/archivio/didattica
(3) In merito cfr.: Cresson, E., , Insegnare ad apprendere. Verso la società conoscitiva, Libro bianco su istruzione e formazione, Lussemburgo, Commissione Europea. 1995.
(4)<<Le istituzioni scolastiche… riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo>> (Art. 4, D.P.R. 275/ 1999).
(5) <<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese>> (Art. 3, Cost. 1948).
(6) V. iripetuti riferimenti alle doti naturali.
(7) Come afferma il DOLL, le potenzialità si sviluppano (<capacità potenziali dei singoli noi intendiamo quelle potenzialità di grandezza imprevedibile, che possono scaturire dall’interno della personalità: potenzialità che possono venire sviluppate o ridotte col processo educativo… le capacità potenziali non sono considerate come delle qualità congenite nell’individuo, che divengono attuali attraverso un processo di maturazione su cui non influisce in alcun modo l’ambiente. Anzi, queste capacità si sviluppano e si “manifestano nello scambio dinamico di influssi fra l’individuo e il suo ambiente”. Vengono definite capacità “potenziali” perché sono un modo di essere dell’individuo, sono una capacità individuale di reagire positivamente e in modo praticamente imprevedibile: “senza alcun preconcetto quanto ai …limiti” delle capacità potenziali… porre l’accento sulla personalità umana dotata di capacità potenziali illimitate, …considerare positivo il fatto che gli sviluppi della personalità umana sono imprevedibili…>> ( DOLL R. C., L’istruzione individualizzata, La Nuova Italia, Firenze, 1969, pp. XI, pagg. 19, 21).

9 maggio 2007

HomePage