AAA AVVISI!!!

Portfolio: invio modelli elaborati dalle scuole di Umberto Tenuta
Inviare i modelli di Portfolio alla Rivista Digitale della Didattica ed alla rivista Ambienti virtuali di
apprendimento  

Nella rivista digitale della didattica abbiamo cominciato a delineare quella che potrebbe essere la “filosofia” del Portfolio  nella nuova scuola: un Portfolio  funzionale all'orientamento ma soprattutto alla valutazione formativa, ponendosi quale strumento utile, più che ad emettere giudizi sulle competenze raggiunte, primariamente e soprattutto per conoscere le caratteristiche personali dei singoli alunni:
-livelli di sviluppo della loro personalità considerata nella integralità delle capacità e degli atteggiamenti che costituiscono le sue dimensioni (motoria, emotivo-affettiva, sociale, espressivo-linguistica, cognitiva ecc.)
-livelli di apprendimento relativi al patrimonio delle complessive conoscenze acquisite;
-ritmi formativi e apprenditivi  considerati relativamente all'età ma anche alle diverse dimensione della personalità; 
-stili di apprendimento considerati relativamente ai diversi campi del sapere;
-atteggiamenti (propensioni, predilezioni, interessi, motivazioni) considerati nei diversi livelli in cui essi sono presenti e si esprimono.
Un documento così concepito non dovrebbe essere privo degli elementi conoscitivi relativi al contesto familiare e socio-culturale dell'alunno, che possano offrire un valido contributo per comprendere l'apporto della famiglia e delle istituzioni educative extra-scolastiche al suo processo formativo (in tal senso andrebbero esplorate gli apporti formativi familiari, massmediali, associativi, sociali ecc.
Il Portfolio si presenterebbero così  come la fotografia a colori dell'alunno[i]: il singolo alunno  non è più un soggetto appena delineato, scarsamente conosciuto o addirittura non conosciuto nella sua realtà personale, sociale, culturale. 
La cartella clinica offre del malato una pur sintetica anamnesi, una più o meno accurata analisi almeno degli aspetti salienti del malato e una diagnosi seppure formulata in termine di ipotesi da verificare.
È  su questa base conoscitiva che il medico elabora la sua strategia terapeutica. 
Evidentemente, il medico non si accontenta dei dati iniziali, ma  li aggiorna sulla base dei nuovi accertamenti effettuati in relazione ai risultati delle terapie attuate.
La cartella clinica serve per ipotizzare una terapia, ma i risultati della terapia vengono verificati continuamente, e non solo al termine di un lasso di tempo più o meno lungo. Ad ogni ciclo terapeutico fa seguito una verifica, i cui risultati vengono registrati nella cartella clinica e utilizzati per rivedere la diagnosi e conseguentemente per riformulare la terapia.
In fondo, questa dovrebbe essere anche la filosofia del Portfolio.
Il Portfolio  serve innanzitutto ai docenti per progettare interventi educativi didattici personalizzati (Piani educativi personalizzati): assume valenza formativa!
Se la scuola deve <<garantire>> la piena formazione di ogni alunno, essa deve utilizzare la valutazione per individuare le strategie che consentano all’alunno di apprendere e di formarsi: come afferma R. Zavalloni, si valuta per educare[ii]. In altri termini, <<la valutazione è il momento della esperienza educa­tiva... nella quale l'educatore riesce a comprendere per quale itinerario riuscirà a prestare il suo aiuto, quello cioè che legit­tima la sua fun­zio­ne, affinché la ricchezza del potenziale educa­tivo (intelligenza, lin­guag­gio, affettività, socialità, volontà, memoria, ecc.) si traduca in libertà personale, in coscienza (intesa, alla maniera dello Spranger, co­me sorgente normativa), in volontà morale, in creatività: senza nessuna manomissione, senza alienazione di sorta>>[iii].
La valutazione serve anche all'alunno per essere consapevolmente coinvolto nei processi apprenditivi e formativi e serve ai genitori per poter offrire il loro contributo più mirato ai processi apprenditivi e formativi. 
Al di fuori di questa logica il Portfolio  risulta di scarsa utilità e finisce solo con l’appesantire il già gravoso carico di impegni dei docenti. 
Ma del Portfolio il MIUR  non ha offerto un modello, lasciando alle singole istituzioni scolastiche l’impegno di elaborarlo. 
Forse mai come in questo caso è stata rispettata l'autonomia delle scuole. 
Tuttavia esiste il rischio che vengano fuori i modelli più disparati di Portfolio  e che le singole istituzioni scolastiche si ritrovino, soprattutto per effetto dei trasferimenti degli alunni e per le provenienze da scuole diverse, con una molteplicità di modelli di Portfolio, ciascuno magari valido per alcuni aspetti ma carente per altri. 
Appare pertanto quanto mai opportuno che sia promosso un confronto dei modelli di Portfolio  elaborati dalle singole istituzioni scolastiche. 
La rivista digitale della didattica (http://www.rivistadidattica.com/) e la Rivista AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO dell’Università di Salerno (AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO: www.disced.unisa.it/ava/index.htm) offrono il loro spazio per questo confronto, impegnandosi a pubblicare tutti i modelli di Portfolio  che le singole scuole vorranno inviare al seguente indirizzo e-mail: umberto.tenuta@tin.it   
La possibilità di consultare i Portfoli  elaborati dalle diverse scuole consente un confronto che favorisce un processo, se non di omologazione, di coerenza tra i diversi modelli di Portfolio  elaborati dalle singole istituzioni scolastiche. 
Perciò è interesse delle singole scuole inviare alla rivista digitale della Didattica il loro modello di portafoglio perché venga pubblicato e conosciuto dalle altre scuole. 
In tal senso invitiamo i Dirigenti scolastici e i docenti a volere inviare i modelli di Portfolio  già elaborati o che verranno via via elaborati durante il corso dell'anno scolastico.
Vanno inviati le descrizioni dei Portfoli nella loro struttura, indicando le voci che li compongono, le modalità di elaborazione ecc. oppure i modelli digitali, ove opportunamente si sia optato in tal senso.


[i] Tenuta U.,  Le fotografie a colori dei nostri alunni, in METODOLOGIA E DIDATTICA: http://www.edscuola.com/archivio/didattica/ . Ma cfr anche Portfolio in RIVISTA DIGITALE DELLA DIDATTICA: http://www.rivistadidattica.com/
[ii] ZAVALLONI R., Valutare per educare, La Scuola, Brescia, 1961.
[iii] MENCARELLI, in AA.VV., Pedagogia della valutazione scolastica, La Scuola, Brescia, 1974.