ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO CLASSIFICAZIONE NEL DSM- IV
di Lia Daniela Sasanelli (1)

La questione della classificazione della sindrome dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ha gradualmente assunto caratteri di complessità e problematicità.

Attualmente vi sono diversi sistemi di classificazione che essenzialmente fanno riferimento alle:

Per esempio L. Siegel dell’Università di Vancouver, propone una distinzione basilare, semplice ma chiara, che prende spunto dalle due abilità fondamentali, lettura e aritmetica, rispetto alle quali si possono rinvenire:

In questo contributo, si prenderà in analisi l’ormai noto DSM- IV(4), manuale proveniente dall’ambito psichiatrico statunitense, ma regolarmente in uso tra gli specialisti europei e sempre oggetto di costante revisione, in quanto propone la più comune tripartizione della sindrome in:

E’ da sottolineare che il DSMIV (come del resto l'ICD-10(5)) prevede anche una ulteriore categoria diagnostica residua, denominata DISTURBO DI APPRENDIMENTO NON ALTRIMENTI SPECIFICATO (o Disturbo NAS) che include i problemi delle tre aree (lettura, espressione scritta e calcolo) che congiuntamente interferiscono in modo significativo nell'apprendimento scolastico, ma prese singolarmente, non sono sufficienti a delineare un quadro clinico specifico.

DISTURBO DELLA LETTURA (Dislessia)
Nel DSM-IV si afferma che la caratteristica fondamentale del Disturbo della Lettura è data dal fatto che il livello di capacità di lettura raggiunto, apprezzato per precisione, velocità, e comprensione della lettura e misurato appunto da test standardizzati somministrati individualmente, si situa sostanzialmente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe prendendo in esame:

Tale disturbo, afferma P. Crispiani, si manifesta con una sintomatologia plurima (lentezza, esitazioni, inciampi, sostituzioni, inversioni, invenzioni, perdurante sillabazione, attaccature, disordine generale, perdita del senso nell'a-capo, smarrimento, discomprensione del senso, ecc.) e non va differenziato dalle problematiche relative ai:

L'anomalia descritta interferisce in modo significativo sulla fluidità(8) della lettura associata ad un'alta e manifesta stancabilità, laddove l'apprendimento scolastico o le attività della vita quotidiana richiedono appunto l’attività lettoria, particolarmente se a voce alta.
Per diagnosticare tale disturbo occorre scartare la presenza di un deficit sensoriale (ad esempio una ipoacusia che non consente al soggetto di sentire bene); in tal caso la difficoltà di lettura non è specifica, ovvero non è prima causa della prestazione inadeguata, ma secondaria, ossia viene di conseguenza ad altra patologia.

DISTURBO DELL’ESPRESSIONE SCRITTA (Disgrafia - Disortografia)
Nel DSM-IV, la descrizione del disturbo è la seguente: “Esiste in genere un insieme di difficoltà nella capacità del soggetto di comporre testi scritti, evidenziata da errori grammaticali o di punteggiatura nelle frasi, scadente organizzazione in capoversi, errori multipli di compitazione e calligrafia deficitaria”; inoltre è precisato che “un disturbo limitato alla sola compitazione o calligrafia, in assenza di altre difficoltà di espressione scritta, di solito non autorizza una diagnosi di Disturbodell’Espressione Scritta”.(9)
Il problema, che interferisce notevolmente con l'apprendimento scolastico e con tutte le altre attività della vita quotidiana che richiedono la composizione di testi scritti (per es. scrivere frasi grammaticalmente corrette, sintesi e riassunti ben organizzati ecc.), si manifesta attraverso:

Conseguentemente, pur in presenza di un'intelligenza nella norma ed un' istruzione adeguata all'età, le capacità di scrittura sono sostanzialmente inferiori rispetto a quanto previsto in base all'età cronologica del soggetto, con conseguenze negative per l’ortografiae per il tratto grafico che risulta essere irregolare anche per dimensione, spessore, ritmo, chiusura e spazio.

DISTURBO DEL CALCOLO (Discalculia)
Caratteristica principale di tale disturbo, come riferito nel Manuale diagnostico internazionale dei disturbi mentali, è “una capacità di calcolo (misurata con test standardizzati somministrati individualmente sul calcolo o sul ragionamento matematico) che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all'età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell'intelligenza e a un'istruzione adeguata all'età”(11). Viene inoltre evidenziato come nel Disturbo del Calcolo possono essere compromesse le seguenti capacità:

Naturalmente, come per le altre precedenti categorie diagnostiche, occorre scartare la presenza di deficit sensoriali.

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(1) Dottoranda di ricerca in “Scienze dell’educazione e analisi del territorio” e docente a contratto del “Laboratorio sui disturbi specifici di apprendimento (indirizzo scuola primaria) c/o l’Università degli Studi di Macerata.
(2) Cfr., C. CORNOLDI, Le difficoltà di apprendimento a scuola, Il Mulino, Bologna, 1999, p. 46.
(3) Ibidem.
(4) American Psychiatric Association , DSM-IV. Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, Masson, Milano,1994.
(5) International Statistical Classification of Diseases andRelated Health Problems
(6) American Psychiatric Association , DSM-IV. Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, op. cit.
(7) Cfr. P. CRISPIANI, Dossier DSA 2008, Libreria Floriani, Macerata, 2009
(8) In generale la fluidità è, nel comportamento, umano il garante della qualità esecutiva e degli automatismi. La fluidità lettoria si esprime nell’andamento costante, nella giusta velocità, nell’assenza di interruzioni, inciampi o regressioni, nella scarsità degli errori, nell’agevole autocorrezione, nel sufficiente autocontrollo e nella costanza dell’attenzione.Per approfondimenti Cfr., P. CRISPIANI, C. GIACONI, Hermes 2008- Glossario pedagogico professionale, Ed. Junior, Bergamo, 2007.
(9) Per esempio se la calligrafia scadente è dovuta ad una compromissione della coordinazione motoria, si dovrebbe prendere in considerazione una diagnosi di Disturbo di Sviluppo della Coordinazione. Cfr, American Psychiatric Association , DSM-IV. Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, op. cit.
(10) Cfr. P. CRISPIANI, Dossier DSA 2008, op. cit.
(11) Cfr, American Psychiatric Association , DSM-IV. Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, op. cit.

24 aprile 2009

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