AGGIORNAMENTI E SPERIMENTAZIONI

RETI PER L’AGGIORNAMENTO (FORMANET)
di
Umberto Tenuta (1)

Sembra si sia universalmente d’accordo nel ritenere che il destino della scuola è legato, più che alle riforme di struttura, alla formazione professionale dei docenti, che pertanto occorre fare oggetto di particolare attenzione, soprattutto perché oggi essa risulta estremamente carente, soprattutto sul piano metodologico-didattico.
Prima dell’istituzione dei corsi universitari di scienze della formazione, ai docenti della scuola secondaria non veniva assicurata alcuna competenza sul versante pedagogico-didattico, relazionale ed organizzativo che peraltro, negli ultimi decenni, è stata trascurata anche nella formazione iniziale e nella formazione in ingresso dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola elementare.
Tuttavia, la cosa che più preoccupa è che anche la formazione in servizio è risultata estremamente aleatoria, anche perché, malgrado le indicazioni di cui ai Decreti delegati del 1974, è stata burocratizzata al massimo.
Basterebbe la più elementare considerazione per rendersi conto che, così come è stata strutturata, a cominciare dalla C.M. N. 54 del 22 febbraio 1977, la formazione in servizio non può assicurare la formazione professionale specifica dei docenti delle singole discipline.
Nessuna istituzione scolastica può assicurare la formazione in servizio dei 15 docenti di Lingua, dei 10 docenti di Matematica e Scienze, dei 7 docenti di Storia e Geografia, dei 5 docenti di Musica, dei 4 docenti di Educazione motoria ecc., perché nessuna può organizzare 10 corsi di aggiornamento per le specifiche tematiche della formazione professionale dei docenti delle singole discipline, ed anche se li potesse organizzare, i corsi non risulterebbero ispirati ai criteri dell’efficienza, in quanto non è certamente economico organizzare un corso di aggiornamento per 5 e nemmeno per 10 docenti.
Al riguardo, da un’approssimativa indagine sulla situazione di una provincia risulta, ad esempio, che da parte delle scuole l’aggiornamento sull’Educazione motoria è stata curata solo nell’1% delle scuole materne e nel 6% delle scuole elementari, mentre non è stata curata affatto nella scuola secondaria di 1° e di 2° grado, dove peraltro esistono insegnanti specifici per l’educazione fisica.
L’aggiornamento sull’Educazione musicale è stata curata dal 2% delle scuole materne e dal 4% delle scuole elementari, mentre non è stata curata affatto nella scuola secondaria di 1° grado, dove esistono insegnanti specifici per l’educazione musicale.
L’aggiornamento sull’area antropologica (Storia, Geografia, Filosofia) è stata curata dal 3% delle scuole materne, dal 7% delle scuole elementari e dal 5 % delle scuole secondarie.
L’aggiornamento sull’area linguistica (Lingua italiana e Lingue straniere) è stata curata dal 2% delle scuole materne, dal 4% delle scuole elementari e dal 2% delle scuole secondarie.
Il 15% delle scuole ha curato l’aggiornamento dell’area matematico-scientifica e tecnologica, nella quale ha avuto la preminenza l’aggiornamento sulle tecnologie multimediali.
L’11% delle scuole ha curato l’aggiornamento in ordine alla programmazione ed agli aspetti organizzativi della scuola.
Come si evince chiaramente dai suddetti dati, le grandi sacrificate sono state le aree disciplinari, che pure costituiscono le attività predominanti nelle scuole: i docenti di Musica, di Educazione fisica, di Lingua italiana, di Matematica, di Storia e Geografia, di Filosofia ecc. non hanno avuto la possibilità di aggiornarsi nella scuola.
Evidentemente, non era possibile fare diversamente.
Nessuna scuola può curare contemporaneamente, nemmeno in un arco ragionevole di tempo (3/4 anni) l’aggiornamento in tutte le discipline: se cura l’educazione musicale, non può curare l’educazione scientifica.
Peraltro, se la scuola organizza, ad esempio, l’aggiornamento nelle materie scientifiche, non solo trascura le esigenze degli altri docenti, ma utilizza le sue risorse finanziarie solo per una limitata percentuale dei suoi docenti (10%).
Non potendo curare le aree disciplinari, le scuole sono costrette a privilegiare le tematiche di carattere generale (programmazione, organizzazione, riforme, problematiche educative generali ecc.).
Pertanto, l’aggiornamento si concentra sempre sulle problematiche generali, se non generiche, che scarsissima incidenza hanno nel miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento, perché la qualità dell’insegnamento si persegue soprattutto se ai docenti si assicura l’aggiornamento sulle discipline e sulla didattica.
Parlare di qualità della scuola corre il rischio di essere mero esercizio retorico, se non si assicurano ai docenti le specifiche competenze disciplinari e didattiche, oltre che relazionali ed organizzative.
Ma, lo si ripete, questo non può essere assolutamente fatto dalle singole scuole.
Una soluzione poteva essere la presenza sul territorio, magari come articolazione degli ex IRRSAE, di centri di aggiornamento disciplinari.
Ma questo non è stato realizzato: solo alcuni IRRSAE hanno assicurato l’aggiornamento specifico in alcune discipline.
Peraltro, l’Università, salve eccezioni, si occupa ancora poco dei problemi dell’aggiornamento disciplinare e didattico.
Almeno nel breve periodo, in attesa della nuova formazione universitaria, per dare effettiva risposta alle esigenze di aggiornamento dei docenti e del personale ATA, si prospettano due soluzioni:
a) affidare ad organismi specializzati l’attività di aggiornamento relativo alle singole problematiche (aggiornamento disciplinare e didattico per le singole discipline, aggiornamento relazionale, aggiornamento organizzativo, aggiornamento contabile-amministrativo);
b) nello spirito dell’autonomia, costituire reti di scuole che curino un ambito specifico di aggiornamento.
Preso atto che, almeno al momento, non esistono reti di agenzie formative su tutte le specifiche tematiche che interessano i docenti ed il personale ATA dei singoli ordini di scuola e delle singole discipline, non resta che promuovere la costituzione di reti di scuole sul territorio provinciale.
Forse non c’è altro ambito della vita della scuola che, come quello dell’aggiornamento, può proficuamente avvalersi della costituzione di reti di scuole prevista dall’art. 7 del Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999.
La creazione di reti di scuole rappresenta lo strumento essenziale per assicurare la qualità della scuola dell’autonomia, garantendo l’efficacia e l’efficienza della sua organizzazione educativa e didattica, ma si rivela la strada obbligata per realizzare un sistema formativo che risulti pienamente rispondente alle esigenze della formazione in servizio dei docenti.
In tale prospettiva, il Nucleo di supporto tecnico-amministrativo all’autonomia della provincia di Salerno ha elaborato un’apposita proposta che è stata fatta propria dalla quasi totalità delle istituzioni scolastiche nell’anno scolastico 2000/2001.

UNA RETE PER L’AGGIORNAMENTO (FORMANET)
La proposta è partita dalla considerazione che il problema dell’aggiornamento, fattore decisivo della riforma dell’autonomia, richiede un esame critico dei vari aspetti della problematica della formazione in servizio dei docenti.
Innanzitutto, si è posta l’attenzione sull’articolazione delle competenze che oggi sono richieste ai docenti e che riguardano:

  • le competenze disciplinari, soprattutto in vista di un insegnamento fondato sui nuclei concettuali fondanti (conoscenze essenziali) o strutture delle discipline;
  • le competenze didattiche generali e specifiche per le singole discipline, ineludibili per <<migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento>> (Art.1.2, Regolamento dell’autonomia scolastica);
  • le competenze relazionali, oggi ancora di più necessarie per realizzare l’insegnamento di gruppo dei docenti (<<aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari…percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività >> (art. 4, Regolamento dell’autonomia scolastica) ed il lavoro di gruppo degli alunni (<<cooperative learning>>), nell’ambito dell’organizzazione educativa e didattica a classi aperte (<<articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso>>)(Ibidem);
  • le competenze organizzative, che oggi assumono rilevante importanza soprattutto in riferimento alle gestione dell’organizzazione flessibile della scuola, con specifico riferimento alla <<aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari>>, ai <<percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività>>, alla <<articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corsisti>>(2) ecc.

Al riguardo, si è tenuto presente che sia le competenze disciplinari che le competenze didattiche, almeno quelle specifiche per le singole discipline, sono diversificate, in base al numero delle discipline previste dai curricoli delle singole scuole, quali risultano dai relativi quadri orari.
In linea di massima, tenendo conto delle possibili aggregazioni, sono state previste 9 aree di aggiornamento.
Tenendo presente che i fondi disponibili consentono di realizzare un solo corso di aggiornamento all’anno, è risultato evidente che nessuna istituzione scolastica può rispondere alle effettive, concrete, specifiche esigenze di aggiornamento dei propri docenti, se non nell’arco di un decennio, nel corso del quale la composizione del collegio dei docenti risulta complessivamente modificata.
Pertanto, dovendosi privilegiare le singole scuole quali sedi privilegiate dell’aggiornamento, non resta che costituire delle rete di scuole per l’aggiornamento (FORMANET).

FORMANET
L’ipotesi prevede che tutte le scuole di ogni ordine e grado si costituiscano in reti per l’aggiornamento (FORMANET): in linea di massima, ogni rete è costituita da 9 scuole, ciascuna delle quali cura un’area tematica.
I criteri sui quali FORMANET si fonda sono i seguenti:

  • ogni scuola si costituisce come laboratorio per l’aggiornamento in una determinata area tematica per i docenti interessati di tutte le scuole che costituiscono la rete;
  • in ogni laboratorio per l’aggiornamento (nodo della rete) opera un Comitato tecnico costituito da un referente di ciascuna delle 9 scuole: il Comitato analizza le esigenze di aggiornamento concretamente espresse dai docenti delle singole scuole e progetta le iniziative di aggiornamento ritenute più idonee;
  • nell’ambito della rete funziona un Coordinamento di rete che cura le interazioni tra i 9 laboratori di area;
  • a livello provinciale o subprovinciale si possono costituire coordinamenti relativi alle singole aree per affrontare a un livello più ampio le problematiche.

Il principio fondante dell’iniziativa è che l’aggiornamento deve nascere dalle effettive esigenze di formazione disciplinare, didattica, organizzativa e relazionale espresse dai singoli docenti.
Le iniziative di aggiornamento debbono dare risposte concrete e puntuali agli effettivi bisogni che i singoli docenti esprimono in riferimento al loro concreto impegno educativo e didattico: l’aggiornamento si correla strettamente all’attività di programmazione intesa come impegno di ricerca e di sperimentazione delle strategie educative e didattiche più idonee ad assicurare a tutti gli alunni il successo nei processi apprenditivi e formativi.
Tale impegno si rivela particolarmente significativo soprattutto quando i docenti non si limitano ad elaborare generici quanto inutili documenti programmatori, ma rendono intenzionale e programmatica la quotidiana attività educativa e didattica approntando gli specifici itinerari di apprendimento che gli alunni debbono seguire per pervenire all’acquisizione delle specifiche competenze disciplinari e transdisciplinari.
Nell’impegno di programmazione si esprimono le competenze disciplinari, didattiche, organizzative e relazionali possedute dai docenti ed emergono le esigenze di approfondimento che i singoli docenti avvertono.
Ove, attraverso l’impegno programmatorio collegiale (cooperative programming), non si riescano a trovare le risposte adeguate, occorre promuovere iniziative di aggiornamento e di sperimentazione.
Stante la varietà e la molteplicità di queste esigenze, non sempre è possibile soddisfarle nell’ambito delle singole scuole: è opportuno che vengano affrontate a livello di rete. I cinque/sei docenti delle singole scuole che hanno bisogno di aggiornamento musicale vanno ad aggiornarsi nella scuola della rete che cura tale aggiornamento. Contemporaneamente i dieci/dodici docenti di Matematica vanno ad aggiornarsi nella scuola della rete che cura l’aggiornamento matematico.
A livello di rete si ha un’ottimizzazione, non solo delle risorse finanziarie, ma anche delle risorse professionali: è plausibile che il grande esperto di educazione musicale o motoria si renda disponibile soprattutto nei laboratori delle reti anziché nelle singole scuole.
A livello di scuola, la promozione dell’aggiornamento fa capo alla Funzione obiettivo 2, ma in ogni scuola debbono essere individuati 9 docenti esperti nelle singole aree che vanno a rappresentare le singole scuole nei laboratorio della rete (FORMANET).

Il Progetto FORMANETprevede che ognuna delle 9 scuole di ciascuna rete (ma le scuole possono oscillare da un minimo di 7 ad un massimo di 12) si organizza e si attrezza come laboratorio per l’aggiornamento in una specifica area:

  • area motoria (educazione fisica, danza, ritmica…)
  • area relazionale (educazione alla convivenza democratica: educazione sociale, civile, morale…)
  • area musicale
  • area immagine: educazione artistica
  • area umanistico-antropologica: storia, geografia, sociologia, psicologia, filosofia…
  • area linguistica: lingua italiana, lingue straniere…
  • area matematico-scientifico-tecnologica
  • area programmatoria, organizzativa, gestionale
  • area rapporti di lavoro

 

La costituzione della rete viene effettuata sulla base di criteri orientativi di massima (cfr. Documento allegato) e con formale accordo di programma, a norma del Regolamento dell’autonomia scolastica (cfr. Schema di accordo di programma).

DOCUMENTI:
A) FORMANET - CRITERI ORIENTATIVI DI MASSIMA

  • L’aggiornamento deve mirare a rendere l’azione educativa e didattica svolta dai docenti sempre più adeguata ad assicurare il successo formativo ditutti gli alunni. Per quanto attiene alle funzioni amministrative e di gestione del servizio di istruzione, l’aggiornamento deve mirare a rendere l’azione degli operatori amministrativi, tecnici ed ausiliari adeguata al nuovo assetto istituzionale e alla complessità dei compiti affidati alle istituzioni scolastiche, con riferimento alla gestione degli alunni, del personale, delle risorse e del patrimonio;
  • L’aggiornamento effettuato dai docenti viene verificato sulla base dei miglioramenti dei risultati formativi conseguiti dagli alunni. L’aggiornamento del personale non docente viene valutato sulla base del miglioramento dei servizi;
  • Le iniziative di aggiornamento debbono sempre muovere dall’attenta, esplicita, puntuale analisi dei bisogni formativi dei singoli operatori scolastici, da effettuare in forma sistematica con appositi strumenti. Per i docenti viene promossa e coordinata dal collegio dei docenti, mentre per gli operatori amministrativi, tecnici ed ausiliari viene promossa e coordinata in apposite riunioni;
  • Nell’ambito delle singole FORMANET, ogni scuola si costituisce come nodo - laboratorio di sviluppo professionale (cfr.art. 3, Direttiva 210/1999) - per coltivare una determinata AREA tematica, che può essere disciplinare-didattico, relazionale, programmatorio-organizzativo, amministrativo-gestinale ecc.;
    -
    è anche possibile che questo compito sia assunto da più scuole, magari curandone specifici aspetti;
    -
    è auspicabile che i laboratori siano articolati anche in sezioni specifiche per ogni ordine di scuola. Comunque, si ritiene auspicabile la costituzione di reti verticali, che comprendano scuole di ogni ordine e grado, sia nella prospettiva della continuità educativa e dell’orientamento - che non possono non essere perseguiti attraverso il ricercato raccordo dell’attività educativa e didattica delle diverse scuole -, sia al fine di favorire ogni possibile interscambio di competenze tra i diversi ordini di scuola (v. punto 6.2);
    -
    in ambedue i casi è opportuno che i laboratori operino unitariamente;
    -
    ogni laboratorio si attrezza con tutti i supporti necessari (locali, sussidi …);
  • Viene creato un Comitato tecnico per la progettazione e la gestione delle iniziative di ogni Laboratorio: del gruppo dovranno sempre far parte i rappresentanti delle singole scuole interessate alle problematiche. I rappresentanti delle singole scuole, diversi per le singole aree, sono designati dai collegi dei docenti in riferimento alle loro specifiche competenze. Ogni scuola avrà 9 rappresentanti (uno per ciascuna area);
    -
    ogni nodo-laboratorio avrà il suo coordinatore di area
    -
    è auspicabile che i rappresentanti delle scuole siano diversi dai docenti incaricati delle funzioni-obiettivo
  • Si costituisce una rete, anche telematica, di esperti, che verranno chiamati precisando sempre le specifiche tematicheda trattare,auspicabilmente articolate in specifici quesiti analitici;
    - per gli esperti, si farà quanto più possibile ricorso alle risorse presenti nelle scuole;
    -
    in particolare, per le tematiche epistemologiche potrà risultare opportuno fare ricorso agli operatori scolastici delle scuole secondarie e per le tematiche metodologico-didattiche agli operatori scolastici delle scuole materne ed elementari;
  • Si farà opportuno ricorso all’utilizzazione didattica delle tecnologie multimediali (on-of line), anche mediante opportuni collegamenti in rete (INTERNET);
  • Le iniziative di aggiornamento saranno distribuite nel corso dell’anno scolastico, intervallando le attività di aggiornamento con la concreta sperimentazione delle competenze via via acquisite dai docenti;
  • Nell’aggiornamento dei docenti vanno curati, sia gli aspetti disciplinari (approfondimenti, arricchimenti, aggiornamenti relativi alle singole discipline), sia gli aspetti metodologico-didattici, sia gli aspettiorganizzitivo-programmatori, sia ancora agli aspetti relazionali (lavoro di gruppo) ;
  • È opportuno che siano costituiti laboratori per tutte le problematiche che possano interessare l’organizzazione dell’azione educativa e didattica e la sua concreta attuazione;
    • In particolare, si richiama l’attenzione su:
      • gli statuti epistemologici delle singole discipline;
      • le problematiche didattiche generali (motivazione, ricerca-problem solving, cooperative learning, tecnologie educative…);
      • le problematiche didattiche specifiche delle singole discipline;
      • la valutazione formativa;
      • la continuità educativa ecc.;
  • È opportuno che tutte le scuole siano coinvolte nei laboratori;
  • È auspicabile che le risorse siano quanto più possibile condivise dai vari laboratori;
  • È auspicabile la collaborazione con Università, Enti ed Associazioni;
  • Dovranno essere previsti appositi criteri e strumenti di verifica dei risultati dell’aggiornamento;
  • Le risorse necessarie faranno carico a tutte le scuole interessate. Le risorse finanziare delle reti sono costituite innanzitutto dalle risorse finanziarie delle singole scuole. È auspicabile che sia prevista, nell’ambito dell’accordo di rete, una programmazione unitaria delle risorse (bilancio a livello di rete), salva l’attribuzione alle singole scuole (nodi delle reti) dei fondi necessari, anche in riferimento alla specificità delle aree trattate;
  • é auspicabile la costituzione di appositi Coordinamenti provinciali o subprovinciali relativi a ciascuna delle aree, delle quali facciano parte i coordinatori dei singoli comitati tecnici, con compiti di coordinamento delle attività delle singole reti.
  • I 9 Coordinamenti provinciali di area possono esprimere una Unità provinciale di coordinamento nelle persone dei loro coordinatori. È auspicabile che, almeno inizialmente, i Coordinamenti operino a livello provinciale, anche se non si esclude la possibilità che essi si articolino anche in sezioni subprovinciali (anche in riferimento all’articolazione territoriale dell’amministrazione scolastica).
  • I Coordinamenti provinciali dovrebbero analizzare le problematiche emergenti e mettere a punto orientamenti di massima da offrire alle singole reti, la cui autonomia decisionale deve comunque risultare sempre salvaguardata;

B) SCHEMA DI Accordo di rete tra Istituzioni Scolastiche per lo svolgimento di attività di formazione e aggiornamento - FORMANET

Premesso che
- il DPR 275 dell’8.3.1999 all’art. 7 consente accordi e convenzioni tra le istituzioni scolastiche per il coordinamento di attività di comune interesse, ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 legge 241/’90;
- i piani dell’offerta formativa adottati dalle scuole interessate prevedono la possibilità di accordi di rete;
- l’adesione al presente accordo è stata decisa sulla base dei bisogni formativi emersi,

TRA

Le seguenti istituzioni scolastiche della provincia di….:
a) Direzione Didattica Statale ……….
b) Direzione Didattica Statale …….
c) Direzione Didattica Statale …..
d) Scuola Media Statale ……
e) Scuola Media Statale ….
f) Scuola Media Statale …….
g) Scuola Media Statale ……
h) Istituto Tecnico Commerciale ….
i) Liceo Classico ……
j) Istit. Prof. Statale Industria e Artigianato …..
k) Istituto Tecnico per Geometri …..

SI PROMUOVE

un accordo di rete per la formazione e l’aggiornamento del personale delle rispettive scuole, denominato “FORMANET”, sulla base dei Criteri orientativi, che si allegano al presente atto per esserne parte integrante e sostanziale. L’accordo è disciplinato come segue:

Art. 1 – Premesse
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale dell’accordo.

Art. 2 - Oggetto e durata
1) L’accordo ha per oggetto lo svolgimento di attività di formazione e aggiornamento del personale delle scuole aderenti;
2) la durata dell’accordo è relativa agli anni scolastici …, salvo proroghe decise dalle scuole aderenti, con eventuali modifiche e correttivi resi necessari dall’esperienza e da cambiamenti normativi.

Art. 3 - Scuole capofila e Organo responsabile della gestione
………
………
………
2 ) Per le attività generali di coordinamento e organizzazione relative alla materia oggetto del presente accordo, si individua come capofila la Scuola ….
La scuola capofila, nella persona del dirigente scolastico, coadiuvato dal direttore dei servizi generali e amministrativi, si occupa dell’attività istruttoria e dell’esecuzione delle decisioni assunte dall’organo responsabile della gestione, di seguito individuato, salvo che ciò sia reso impossibile dalla natura giuridica dei provvedimenti da adottare;
3) L’attività svolta dalle scuole capofila, sia interna che esterna, deve essere formalmente qualificata come tale;
4) L’organo responsabile della gestione e del raggiungimento delle finalità del presente accordo viene individuato nella “Conferenza di servizi”, così come disciplinata dall’art. 14 Legge 241/’90. Nella conferenza di servizi le singole scuole sono rappresentate dal dirigente scolastico o suo delegato. Destinatari della delega possono essere i docenti o il direttore dei servizi generali e amministrativi. La delega deve risultare da atto scritto;
5) la convocazione della Conferenza di servizi è disposta dal dirigente scolastico della scuola capofila, o suo delegato, che svolge anche funzioni di Presidente della Conferenza;
6) Le riunioni della Conferenza di servizi si svolgono presso la sede della scuola Capofila;
7) Per ogni riunione viene redatto un verbale a cura del Direttore dei servizi generali e amministrativi della scuola capofila, che partecipa alla Conferenza in qualità di segretario verbalizzante. Il verbale deve essere steso entro due giorni dalla riunione ed inviato alle scuole aderenti all’accordo.

Art. 4 - Procedure e risorse per la gestione delle attività oggetto dell’accordo
1) Sulla base delle specifiche proposte formulate dai Comitati tecnici, il progetto delle attività di formazione e aggiornamento, le modalità di svolgimento delle stesse e i criteri per la scelta degli esperti vengono deliberati dalla conferenza di servizio, che si riunisce presso la scuola individuata come capofila per il coordinamento degli aspetti generali;
2) La gestione operativa delle singole iniziative, sulla base dei progetti, delle modalità e dei criteri decisi dalla conferenza di servizio, è affidata alle scuole che curano le iniziative stesse;
3) La direzione dei corsi di formazione e aggiornamento è assunta dal dirigente scolastico della scuola affidataria, o suo delegato;4) Per la realizzazione delle attività di formazione e aggiornamento vengono utilizzati i fondi di bilancio delle singole istituzioni scolastiche, che vengono messi a disposizione in base al piano finanziario delle singole iniziative;

Art. 5 - Norme finali
1) L’accordo è pubblicato all’albo e depositato presso le segreterie delle scuole aderenti. Gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia;
2) Per quanto non espressamente previsto si rimanda all’ordinamento generale in materia di istruzione e alle norme del Codice Civile in quanto applicabili;
3) Con motivata deliberazione del Consiglio dell’Istituzione ogni scuola aderente può revocare l’adesione al presente accordo.
Letto, confermato e sottoscritto.

Data….

SCUOLA

Firma del Dirigente scolastico

a) Direzione Didattica Statale ……….

b) Direzione Didattica Statale …….

c) Direzione Didattica Statale …..

d) Scuola Media Statale ……

e) Scuola Media Statale ….

f) Scuola Media Statale …….

g) Scuola Media Statale ……

h) Istituto Tecnico Commerciale ….

i) Liceo Classico ……

j) Istit. Prof. Statale Industria e Artigianato …..

k) Istituto Tecnico per Geometri …..

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(1) Email: utenuta@tin.it
(2) Regolamento dell’autonomia scolastica di cui al D.P.R. 275/1999.

15 settembre 2008