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AGGIORNAMENTO E SPERIMENTAZIONE |
LO SVILUPPO PROFESSIONALE DEGLI INSEGNANTI
di Rossella Francesconi
Il CCNL individua nell’insieme delle competenze disciplinari, metodologiche,didattiche, organizzative, relazionali tra loro interagenti il profilo professionale dell’insegnante. L’insegnante è dunque coautore di un progetto curriculare che implica il rafforzamento dell’identità culturale/progettuale della singola scuola, per cui l’azione di insegnamento si realizza secondo tre dimensioni:
- dimensione organizzativa: come predisposizione di tempi, mezzi, luoghi;
- dimensione metodologica: con l’attivazione di un insieme di procedure che favoriscono le condizioni di apprendimento dell’allievo;
- dimensione relazionale:come realizzazione di scambi comunicativi tra docenti/allievi/genitori.
Lo sviluppo professionale va perciò concepito come promozione di esperienze formali ed informali di apprendimento volte a soddisfare bisogni individuali, componenti motivazionali e regole istituzionali del sistema scolastico secondo un modello di formazione in servizio che favorisca il graduale miglioramento delle competenze professionali del docente. Prima condizione per garantire processi permanenti di autoformazione è la diversificazione dell’offerta, in quanto i bisogni formativi dei singoli docenti non possono essere uniformabili e la proposta deve soddisfare anche differenti modalità apprenditive. Occorre poi attivare azioni rispondenti a standard di qualità e durata tali da poter prevedere il rilascio di certificazione di competenze o crediti formativi spendibili in un portfolio professionale. strumento divenuto essenziale in una società che considera la conoscenza e l’apprendimento permanente un elemento distintivo nella valorizzazione delle risorse professionali. Risulta infine essenziale operare una scelta metodologica che qualifichi l’intera azione formativa secondo i principi che regolano l’apprendimento negli adulti e gli approcci da adottare. Le ricerche che si occupano delle caratteristiche dell’apprendimento adulto provengono soprattutto dall’America del Nord, M.Kowles ne è il più importante esponente avendo delimitato in modo chiaro l’ambito specifico della nuova scienza che si occupa dei discenti adulti: l’andragogia. Lo studioso preliminarmente individua i principi che occorre tener presenti nell’affrontare un percorso formativo rivolto a soggetti adulti:
- Il bisogno di conoscere: gli adulti di fronte ad una proposta formativa hanno l’esigenza di sapere perché è importante apprendere, quale specifico bisogno viene assolto attraverso quel determinato corso, i vantaggi che scaturiranno dall’apprendimento e gli svantaggi dovuti dalla mancata acquisizione di quegli obiettivi;
- Il concetto di sé: gli adulti vivono il concetto di sé come espressione di autonomia ed indipendenza dagli altri. In una situazione di apprendimento sarebbe fonte di tensione o resistenza la percezione di non avere spazi di autogoverno rispetto ai compiti richiesti;
- Il ruolo dell’esperienza precedente: negli adulti l’esperienza rappresenta la base su cui integrare i nuovi apprendimenti e questa determina anche una varietà di stili di apprendimento, di motivazioni, di interessi che rendono i gruppi eterogenei ma anche più ricchi di risorse da utilizzare all’interno del processo di apprendimento;
- L’orientamento verso l’apprendimento:è tutto centrato sulla vita reale, cioè su quei temi utili per affrontare nel contesto lavorativo problemi e situazioni reali. L’applicazione di quanto appreso deve quindi essere immediata e produttiva;
- Le motivazioni: negli adulti provengono dalle pulsioni interne, quali il desiderio di autostima, la qualità della vita,la soddisfazione sul posto di lavoro ecc..
Il modello di formazione che ne consegue si basa non tanto sulla trasmissione di contenuti quanto sulla presentazione di procedure e risorse che aiutino il corsista ad un apprendimento autodiretto che faccia conseguire competenze professionali. I docenti diventano facilitatori ed organizzatori di risorse a cui i discenti potranno ricorrere per elaborare il proprio sviluppo professionale. La metodologia formativa relativa ad attività formative rivolte agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado si dovrà dunque basare sui seguenti presupposti:
- stretta integrazione tra contenuti di apprendimento e soggetto che conosce;
- identificazione tra contenuti di apprendimento e problemi reali del contesto lavorativo;
- riferimento al soggetto come unità globale al di là del suo ruolo di allievo e del contesto in cui esplica il proprio ruolo lavorativo: soggetto che ascolta e che acquisisce responsabilità all’interno del processo formativo
- importanza dell’esperienza vissuta come processo di costruzione di conoscenze, soluzioni ed azioni ( approccio riflessivo).
Bibliografia
Knowles M. S., Quando l'adulto impara, Franco Angeli, Milano, 1996.
Schön D., Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della praticaprofessionale, Dedalo, Bari 1993.
1° aprile 2008